L'Under 15 del Pedona
29 giugno 2009 - Giovedì scorso il Pedona Rugby ha tenuto la consueta assemblea di fine stagione, occasione di bilancio complessivo delle attività del club nel campionato appena concluso.
L'assemblea di quest'anno era importante perché coincideva con l'esaurirsi del mandato del consiglio direttivo, in carica da quattro anni. Perciò oltre alle consuete relazioni tecniche e di bilancio, vi è stata l'elezione del nuovo Consiglio.
Il direttivo si è rinnovato per cinque settimi; confermato all'unanimità il presidente Ernesto Principe. Sotto la sua guida la società si è fatta conoscere e apprezzare, instaurando un saldo e proficuo rapporto con il Comune di Cuneo, che ha dimostrato la propria sensibilità verso il rugby con la creazione di un campo dedicato a questo sport in località Piccapietra a Madonna dell'Olmo.
La società ha pertanto deciso di modificare il nome della squadra che dalla prossima stagione si chiamerà ASD CUNEO PEDONA RUGBY e prenderà la propria sede nel comune di Cuneo.
I consiglieri sono quasi tutti nuovi. Hanno ceduto il posto:Anghilante, Brasher, Favilla, Pisani e Porro, mentre il Prof Rossi, delegato provinciale FIR, resterà ancora per il prossimo mandato.
I nuovi consiglieri sono Massimiliano Ferrua, già giocatore e capitano del Pedona, Fernanda Giorsetti e Alberto Roà, dirigenti accompagnatori nel campionato appena concluso, Flavio Peresano, allenatore della squadra senior nella passata stagione, e Vittorio Sommacal, attuale presidente di Cuneovale.
Il passaggio di consegne, già nell'aria per la volontà di alcuni vecchi consiglieri di favorire un fisiologico ricambio ai vertici della società, è stato approvato unanimemente.
Per la prossima settimana è attesa la convocazione del primo direttivo, che porrà le basi per l'organizzazione e le attività future del Cuneo Pedona Rugby.
Luca Beccaris con la maglia del Calvisano
Luca Beccaris, seconda linea del Calvisano classe 1987, primo giocatore dell’Asti convocato nelle giovanili della Nazionale. Il rugby a nordovest si può identificare in lui: tanta passione e la voglia di fare il salto nel professionismo.
Parliamo degli inizi.
"Ho cominciato a giocare ad Asti a 15 anni, poi sono andato a Calvisano. Un altro mondo. Anche ad Asti c’era un bell’ambiente, ma qui è un’altra cosa. Calvisano è un paesino dove tutti vivono per il rugby, tutti ti conoscono e ti senti un po’ una star. Si sente l’aria del professionismo: allenarsi anche otto o nove ore al giorno è pesante, ma dà i suoi frutti".
L’esordio nelle selezioni giovanili della Nazionale?
"È stata una grandissima soddisfazione. Prima i raduni, con gente che veniva da tutta Italia con cui a poco a poco si stringeva amicizia. Poi la prima partita, ancora più bella perché era proprio il giorno del mio 17˚ compleanno. Contro il Galles a Parabiago, su un campo coperto da 20 cm di neve. Al momento dell’inno, un’emozione quasi da star male…"
La meta più bella?
"La prima fatta ad Asti, che poi è stata anche l’unica che ho segnato lì. Era l’ultima partita del campionato, stavamo vincendo 92-5 contro il Viadana. Un mio compagno ha rotto un placcaggio ed io sono andato dentro, tutto solo. Tutti mi sono saltati addosso come fosse stata la meta di una finale, anche se stavamo già vincendo: bellissimo".
Bruno Ancillotti, allenatore del Borgo Poncarale classe 1952, ex coach del Gussago Rugby ed
ex nazionale azzurro. Buona fin qui la stagione dei suoi, con 62 punti in classifica in C Élite, terzi alle spalle di Varese ed Alessandria e davanti al Settimo. Ecco la sua intervista dopo la gara
con il Rivoli (per la cronaca finita 23-31).
Come ha visto la squadra contro il Rivoli?
“I ragazzi ce l’hanno messa tutta, ci interessavano i cinque punti e li abbiamo portati a casa: anche perché dovendo giocare a distanza di una settimana era importante non creare tensioni in vista del ritorno.”
Come valuta la stagione finora?
“Stiamo facendo bene, siamo una squadra che punta sui giovani e non siamo strutturati come altre realtà. Abbiamo giocato sempre con i ragazzi del nostro vivaio e come si è visto i risultati sono stati buoni.”
E in prospettiva?
“Quest’anno sono saliti in prima squadra tre ragazzi, prevediamo di farne arrivare altrettanti l’anno prossimo. Se il nostro estremo non si fosse infortunato dopo appena un mese di gioco, costringendoci a rivedere spesso il nostro schieramento, in campionato avremmo potuto fare ancora di più.”