Qui Baveno: una valigia, un Sogno. Dall'Argentina all'Italia, 10 anni dopo...

LA STORIA DI SANTIAGO SOGNO, CHE IERI HA TIMBRATO IN COPPA

Una nonna di Bagnolo (Cn), un viaggio, l'amore per l'Italia e il calcio

25 agosto 2016 - di Michele Rizzitano

 

Più che di pallone, oggi vi raccontiamo una storia di vita: il sogno dell'argentino Sogno, che nel cognome stesso ha un'identità, un percorso, una voce da ascoltare. Sì, è vero, Santiago Sogno è uno dei gioielli del Baveno, una delle squadre più attrezzate del girone A di Eccellenza, e ieri sera ha segnato il gol decisivo nello 0-1 ai cugini dello Stresa (derby sentitissimo sul Lago Maggiore). Ma prima di tutto ciò c'è una storia da ripercorrere.

 

E' il 2006. In Italia, a proposito di calcio, si festeggia la vittoria dei Mondiali 24 anni dopo quella sera dell'11 luglio 1982: un delirio. Sogno si trova nel suo paese, a Laboulaye (provincia di Cordoba, cuore dell'Argentina): "Avevo 17 anni, ho conosciuto l'Italia da lontano tramite mia nonna Caterina, nata a Bagnolo vicino Cuneo, ma poi rientrata in Argentina. Ho sempre avuto in mente di partire, sono stato sempre affascinato dall'idea nonostante ben sapessi di lasciare amici, genitori, fratelli e posti ai quali sono legatissimo. Un giorno si è presentata l'occasione...".

A Buenos Aires (circa a 250 chilometri di distanza) arrivano dei procuratori italiani che organizzano una serie di provini per 150-200 giocatori, tra i più promettenti di quelle zone. Due giorni di calcio, 48 ore di partite e poi un verdetto. Vengono selezionati soltanto una decina di giocatori. Sogno è tra quelli...

 

Santiago: "A quel punto ho preso una valigia, ho salutato tutti e sono partito, senza sapere una parola d'italiano. Il mio carattere è questo, sono uno spirito libero, amo l'avventura ma avevo le idee chiare. Volevo giocare a calcio lavorando in Italia, darmi da fare e scoprire questo paese. Quella occasione era davvero imperdibile". L'aereo atterra a Roma, Sogno prende un treno per Milano e lì lo aspettano alcuni dirigenti. E' questo il suo primo giorno in Italia.

 

A Brera, in Lombardia, inizia un lungo viaggio che oggi vede Santiago Sogno perfettamente integrato in Italia (inconfondibile e bellissimo, però, il suo accento) passando dalla Liguria al Trentino, dalla Valle d'Aosta al Piemonte, con la doppia cittadinanza: "Amo questa terra e dopo tante esperienze importanti come quelle al Savona, Lavagnese, Trento e Valle d'Aosta Saint Cristophe, posso dire che lasciare casa ti fa crescere come uomo, prima che come calciatore. Fin qui è stata una bellissima avventura di vita. A Baveno sto benissimo, questo è il terzo anno consecutivo e qui ho conosciuto la mia ragazza". Ma la fede calcistica è naturalmente argentina, visto che come in Italia il pallone è un'istituzione: "Tifo Racing Avallaneda, l'ex squadra di Diego Milito, uno dei miei idoli. Ma simpatizzo Napoli e Juve...". Ebbene sì: tutte e due, una per i tanti argentini in maglia partenopea e l'altra per il gioco espresso, per la sua forza, la sua tradizione. Sogno: "Lo so, lo so. Per un italiano è quasi impossibile amarle entrambe...".

 

Parliamo di attualità. Sogno ha le idee chiarissime: "Ho voglia di vincere. Sono tanti anni che non vinco un campionato e quest'anno mi piacerebbe proprio che questa cosa si realizzasse assieme ai miei compagni di squadra. La società ha come obiettivo minimo i playoffs e inizieremo il campionato senza pressioni e assilli, ma soprattutto con umiltà. Essere indicati come una delle formazioni da battere ci fa piacere, ma finora non abbiamo fatto nulla. Vincere è il mio sogno e il mio obiettivo, ma l'ambizione va controllata. Anche io resto coi piedi per terra. Le rivali d'altronde sono fortissime, penso a Aygreville, La Biellese, Borgaro, Orizzonti, BorgoVercelli, Trino, JuveDomo, Stresa...e dico anche Pont Donnaz, perchè ci sono tanti giocatori di categoria. Un gran bel girone. Noi dobbiamo solo lavorare e migliorare". In che cosa, per esempio? "Come intensità ci siamo, corriamo tantissimo. Secondo me non siamo ancora al top, invece, sulla gestione del pallone in certi momenti, dove arriva alla testa troppa ansia e frenesia. E lì si sbaglia. In ogni allenamento possiamo fare di più in questo senso". Un perfezionista, Sogno. La mentalità giusta per stare nei piani altissimi della classifica e subito un gol allo Stresa su rigore in una sera di fine agosto: una bella partita, tante palle gol per il Baveno, una traversa-linea per lo Stresa, un finale al cardiopalma e uno 0-1 che non cambia più. Sogno: "E' una partita molto sentita da queste parti, siamo felici di averla vinta. Ora si torna al lavoro, testa alla seconda fase e al campionato".

E l'Argentina? "A Natale, naturalmente, si torna a casa...Adesso sono 10 anni di Italia e 3 di Baveno. Qui sto davvero bene. Ma l'Argentina la porto sempre nel mio cuore".  E ci viene in mente: "Don't cry for me Argentina, the truth is I never left you". "Non piangere per me Argentina. La verità è che non ti ho mai abbandonato".