Giulia Trapani (Juve Femminile) si racconta: "Pirlo, il mio idolo". E' lei ad aprire i pronostici sul calcio dilettantistico!

LA TRAPANI: "IL PALLONE? UNA PASSIONE FIN DAI TEMPI DELL'ASILO"

Da così a così: prima il Luserna e poi la Juventus. Ecco Giulia Trapani!
Da così a così: prima il Luserna e poi la Juventus. Ecco Giulia Trapani!

8 settembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Sorpresa! Ad aprire la rubrica "Pronostici" stagione 2016/2017 è la calciatrice della Juventus Femminile Giulia Trapani, grande appassionata di calcio che ogni tanto - ci confida - compila qualche schedina sul calcio di serie A assieme al fratello Daniele, che gioca nell'Aurorarinascita Piossasco in Prima Categoria. Oggi si racconta a Sportovest.com: dai sogni agli hobby, dal lavoro sul campo fino alle lunghe trasferte di squadra in Toscana e Sardegna e...a proposito di schedina, le tocca quella sul calcio dilettantistico!

 

Giulia Trapani è una classe '94, ha 22 anni, abita a Nichelino, città alla quale è molto legata, tifa Juve ("E mi piace andare allo stadio"...), ama il ruolo di centrocampista-regista ("Alla Pirlo, mio idolo") e ha già realizzato un piccolo grande sogno: giocare in serie A. Ci è riuscita l'anno scorso con il Luserna San Bernardo Femminile.

Già ai tempi dell'asilo Giulia giocava a pallone: "E' diventato in fretta il mio mondo perchè vedevo mio fratello appassionarsi a questo sport...". All'età di 6 anni subito un provino per il Don Bosco Nichelino, squadra della sua città: "E' andato bene ma mia mamma, che oggi è la mia più grande tifosa, non era molto convinta...Così ho iniziato a fare karate e danza. Io però continuavo a voler giocare a calcio...".

Due anni dopo Giulia insiste e allora in famiglia si trova la quadra: "A 8 anni finalmente ho iniziato al Don Bosco e fino ai 13 sono stata l'unica ragazza a giocare in mezzo ai maschi. Mi sono sempre trovata benissimo".

Poi una situazione curiosa per lei che oggi è juventina: "A 14 anni sono passata al Toro Esordienti rimanendo due stagioni lì, poi ho messo il bianconero addosso trasferendomi alla Juve, dove ho giocato cinque anni tra Primavera e Prima squadra in serie B". E così si arriva all'attualità: "Due anni al Luserna molto belli. Il primo in B e poi il salto in serie A, andando a giocare contro le campionesse in carica del Brescia, e poi contro Verona, Fiorentina, Mozzanica, Roma e Bari".
Da quest'anno Giulia fa nuovamente parte della rosa della Juventus Femminile, inserita in uno dei quattro gironi di serie B (la serie A è sempre a 12 squadre, in B 12 o 14). Allenamenti a Mirafiori, partite a Borgaretto. Pochi giorni fa dopo la sconfitta col Luserna in Coppa è arrivato un grande 7-0 al Toro Femminile. Con Giulia titolare.

 

Tra i sogni di Giulia da piccola c'era quello di giocare proprio in serie A: "Una splendida avventura condivisa con le compagne di squadra, che poi spesso diventano amiche. Giochi contro squadre fortissime e calciatrici dal talento impressionante, come la Rosucci del Brescia. Un Andrea Pirlo al femminile, la mia giocatrice preferita. Devo dire però che da piccola avevo idealizzato la nostra serie A, che purtroppo non ha nulla di simile a quella maschile. Rispetto alla serie B il livello sale e di molto, ma per quanto riguarda campi, strutture e interessi cambia poco. Le calciatrici di A, B e serie minori, quindi, sono in questo mondo davvero per la sola pura passione verso lo sport. Come me. Lavoriamo come professioniste, ma non lo siamo".

Per chi non lo sapesse (purtroppo, come dice Giulia) c'è una differenza planetaria tra la serie A maschile e femminile che va dalle strutture organizzative delle società, che sono appunto società e non aziende, agli introiti pubblicitari, dall'interesse dei media fino agli stipendi per le giocatrici, nessuna delle quali può vivere di calcio tranne in rarissimi casi (Brescia, Verona e dintorni, il top del calcio femminile). Molte ricevono un rimborso di poche centinaia di euro per coprire almeno il tempo, la benzina e le spese extra, qualcuna neanche quello.

La differenza è tutta qui: il calcio maschile di serie A è professionistico, cioè ci lavori e ci campi (e alla grande come ben sappiamo), quello femminile è dilettantistico. Ce ne aveva parlato qui su Sportovest anni fa l'attuale tecnico del Borgaro Licio Russo, che allora allenava il Toro Femminile in serie A.

Il movimento è in forte crescita (circa 700 squadre in Italia) ma ancora non basta, anche se la Figc si è mossa per smuovere le acque e ha stabilito l’impegno a tesserare almeno ulteriori 20 calciatrici Under 12 per le società di serie A e B (e nei prossimi anni anche Lega Pro), in modo da costruire squadre di "Giovanissime" nel 2017/2018 e di "Allieve" nel 2018/2019.

L'Italia con le sue 22mila tesserate (dati Uefa) non è avanti come la Germania (250mila tesserate), la Francia (170mila), l'Inghilterra (90mila) e persino la Danimarca (70mila).

 

Giulia, come funziona la tua settimana? "Io sono carrellista presso l'azienda Skf. E' un lavoro che mi permette di allenarmi di sera, tre volte a settimana. Si tratta di sedute belle toste...ieri siamo state anche in palestra seguite da una massaggiatrice". E nel weekend? "Si viaggia e si gioca. Le società ti rimborsano tutto per quanto riguarda il viaggio. La serie A gioca di sabato, quest'anno quindi io giocherò di domenica. Affronteremo Oristano e Caprera in Sardegna, le liguri Molassana, Ligorna e Lagaccio, in Toscana l'Empoli. Puoi partire con l'aereo il giorno stesso, come accadeva col Luserna, e in quei casi ti svegli alle 4 di mattina. Oppure puoi prendere anche il pullman o sicuramente il traghetto per quanto riguarda la Sardegna". Ma per tornare a Torino a qualcuna servirà un permesso o le ferie di lunedì? "Esattamente...".

Donne e pallone: amicizie o invidie, sinergie o rivalità? "Le mie esperienze sono state tutte molto positive. Ho trovato la giusta competizione e sana rivalità. Tra i gruppi migliori ricordo sicuramente quello dell'anno scorso al Luserna o quello della Juve cinque anni fa".

Ti è mai venuto in mente di prendere un aereo e andare negli Stati Uniti, in Canada o anche solo in Germania, dove giocare in serie A significa vivere di calcio? "Spesso ci penso e ci ho pensato in passato. Non ho mai avuto il coraggio...".

Segui la serie A maschile e il calcio dilettantistico? "Assolutamente sì. Fin da piccola tifo Juve, mi piace andare allo stadio e ogni tanto faccio qualche scommessina sulla serie A con mio fratello, tramite il quale mi informo sul calcio dilettantistico in Piemonte". E allora via ai pronostici di Giulia: domenica è campionato dall'Eccellenza alla Prima Categoria. Si parte col saluto al femminile della Trapani!

 

I PRONOSTICI DI GIULIA TRAPANI (Juventus Femminile)

 

ECCELLENZA A ALPIGNANO JUVENTUS DOMO 2
ECCELLENZA A PAVAROLO BORGARO 2
ECCELLENZA B FOSSANO CHERASCHESE 1
ECCELLENZA B RIVOLI VALENZANA MADO 1
PROMOZIONE B NOLESE LASCARIS 2
PROMOZIONE A SINERGY VERBANIA PONDERANO X
PROMOZIONE B UNION SUSA MATHI LANZESE 1
PROMOZIONE C SAN SEBASTIANO PISCINESE RIVA 2
PROMOZIONE C VILLAR PEROSA BSR GRUGLIASCO 2
PROMOZIONE D SAN GIULIANO N. LUCENTO 2
PRIMA D ROSTA SAN MAURO X
PRIMA E POZZOMAINA CARRARA 2
PRIMA F BRUINESE BORGARETTO X