Otto mesi di Beretti al Collegno Paradiso: dalla Seconda (con 12 vittorie di fila) alla vetta in Prima

QUI COLLEGNO PARADISO: IL DECOLLO A DICEMBRE 2015 E ORA...

Mister Beretti
Mister Beretti

26 settembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Dicembre 2015: un Collegno Paradiso con 13 giocatori in rosa, un mister nuovo (Beretti) e uno spogliatoio col morale sotto i...tacchetti in Seconda Categoria. Fine settembre 2016: sono passati soltanto otto mesi da quando in via Galvani è iniziata la rivoluzione. Nuovo spirito, nuovi acquisti nel mercato invernale (arrivarono Colombano, Curcio, Piccinno, Torrese, Preziosi, Beretti, Caruso, Rossi, tutti protagonisti oggi), nuovo staff, tre allenamenti invece che due, addirittura una mezzora di analisi-video sulle squadre rivali che pubblicavano video su Youtube con le azioni di gioco. Cose rare in Seconda.

 

In cinque righe ecco spiegato perchè questo Collegno Paradiso, capolista solitaria in Prima girone D, oggi non è una sorpresa. Questo è un lavoro che è iniziato otto mesi fa, dal basso, e che oggi sta trovando slancio e continuità grazie a mister Beretti, ai preparatori Agostino e Celano, allo staff e alla società (affiliata col Perugia).

Mister Beretti, si trema lassù in vetta? "Assolutamente no, siamo molto felici e ci godiamo questo momento. Siamo tutti consapevoli che il lavoro paga e devo ammettere che io questi ragazzi li spremo da otto mesi assieme ad un ottimo staff. Il mio preparatore Agostino mi ha detto che non ha mai trovato un gruppo così disciplinato e pronto a faticare senza mai sbuffare o polemizzare. Probabilmente i 9 punti, i 12 gol fatti e le tre vittorie sono frutto di tutto ciò. Alleno un gruppo eccezionale".

Quest'anno sono arrivate alcune nuove pedine: "Giocatori giusti nei posti giusti. Dalla Guarda è un acquisto fondamentale, un difensore carismatico. In campo è un vice-allenatore. Pascarella è un numero uno esperto, da categoria superiore, e proprio ieri tra i pali ha compiuto una parata fondamentale. Poi ci sono Dellaia e Bertolotto, ottimi giocatori che si sono inseriti alla grande nello spogliatoio. Naturale-Preziosi là davanti è una coppia fantastica e se dimostreranno maggiore cinismo e altruismo potremo davvero toglierci grosse soddisfazioni".

Come vivete questo momento? "In totale serenità. Nel calcio ci vuole un attimo per passare dalle stelle alle stalle, ma sento la situazione sotto controllo. Non voglio che si molli un pallone, un centimetro. Adesso siamo in testa da soli, dobbiamo rimanere concentrati e continuare a volare basso, anche se la squadra gira a ritmi altissimi. Stiamo proprio bene fisicamente e...sprechiamo un sacco di gol. Pensiamo comunque prima alla salvezza, poi inizieremo a sognare e a pensare a qualsiasi altra cosa. Ciò che siamo oggi è quello che siamo stati anche negli otto mesi precedenti. Mi riferisco alle prime difficoltà, ai cambiamenti nel modo di allenarsi che la rosa ha accettato senza fiatare, alle 12 vittorie di fila in Seconda, al salto di categoria. Io stesso ero fermo, non avevo mai allenato una prima squadra e quasi non volevo continuare dopo aver sentito troppe storie legate agli sponsor. Invece, che ambiente questo Collegno Paradiso...Posso dimostrare tutta la mia voglia e passione, ringrazio la società che mi ha chiamato. Ai ragazzi voglio solo ricordare una cosa. Non dimentichiamoci mai quanta fatica abbiamo fatto per essere oggi gli stessi, ma diversi".

Gli stessi, ma diversi: infatti il Collegno Paradiso che ha battuto 2-4 l'Esperanza e che ha Preziosi in vetta ai cannonieri con 4 gol) ieri aveva soltanto quattro pedine nuove rispetto alla scorsa stagione.

Chiude Beretti: "Finora abbiamo affrontato tre squadre totalmente diverse. Il Pianezza giocava e ci ha fatto giocare, tra l'altro dopo aver perso con noi ha vinto due partite 3-0. Il Bussoleno è quella che ci ha impensierito di meno e abbiamo vinto 4-1, mentre in casa dell'Esperanza abbiamo fatto i conti con un ambiente caldo, cosa che spesso capita in Prima. Siamo stati bravi a non perdere la testa in determinati momenti. Dobbiamo essere pronti a tutto. I miei ragazzi sanno però che questa squadra adesso ha una precisa identità. Quindi saranno gli altri a doversi adattare al nostro gioco, non noi...".