Tutti pazzi per Libertazzi: a Borgosesia il meno battuto d'Italia. L'anno scorso era fermo (ma perchè?)

LIBERTAZZI, MAGIC-MOMENT A BORGOSESIA

26 ottobre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Da non credere: Davide Giovanni Libertazzi, oggi il portiere del Borgosesia meno battuto d'Italia dalla serie A a tutti i gironi di serie D, fino a pochi mesi fa era fermo. Nell'ultima parte di stagione 2015/2016 abbiamo riportato (felicemente) la notizia del suo ritorno in campo all'Alpignano, che in Eccellenza gli ha dato la possibilità di tornare a volare tra i pali per cinque partite anche a causa del doppio infortunio di Chisari e Berghin Rosè.

E così lo abbiamo chiesto direttamente a Libertazzi (che quando va a dormire guarda sopra al letto la cornice di Buffon, suo idolo): ma come è possibile che per una sessione di mercato nessuno si sia accorto di un portiere dalle grandi qualità, scuola Juve, reduce da due anni d'oro proprio a Borgosesia?

 

Superman-Liberazzi, soltanto due gol subiti (primato in condivisione con il Gravina di Puglia, serie D girone I): "Non ho la risposta a questa domanda...Forse doveva andare così, magari hanno inciso le filosofie societarie di alcuni club di serie D e Lega Pro per quanto riguarda la valorizzazione dei portieri. Di sicuro oggi vivo un'enorme rivincita personale. C'era chi ci scherzava sul fatto che fossi senza squadra un anno fa e io ho lasciato parlare tutti. Non mi sono mai abbattuto. Anzi, oggi ho un carattere ancora più forte di prima".

Il primo pensiero non è per sè stesso, ma per gli altri: "Innanzitutto se dopo 8 gare sono il portiere meno battuto devo ringraziare la società del Borgosesia, lo staff, il fantastico preparatore Egidio Capra, il mister, mio fratello Gianluca che è anche il mio procuratore, i compagni di squadra, gli amici e la famiglia. C'è chi mi ha sostenuto e aiutato, c'è mi ha ascoltato e creduto in me. Ci ho messo del mio, perchè quando nessuna squadra ti dà fiducia è facile buttarsi giù. Io non l'ho mai fatto, anche se è stato sicuramente il periodo più brutto dal punto di vista calcistico".

E ora è il più bello? "Assolutamente sì, dopo due fantastici anni (2013-2015, nda) il Borgosesia è tornato a puntare su di me e improvvisamente sono passato da stare a casa a questo momento magnifico, per me e per la squadra al 2° posto dietro al Chieri. E' successo tutto all'improvviso e farò di tutto perchè questa gioia continui il più a lungo possibile. Questa società per me rappresenta una seconda famiglia, si sta benissimo qui e mi piace molto il progetto della linea verde della dirigenza. I giovani sono sempre valorizzati, il più vecchio è un '87...".

 

Ma Libertazzi ha qualche rito-scaramanzia da portiere? "In campo sì, come molti miei colleghi, ma c'è una cosa che faccio spesso prima di addormentarmi. Il mio idolo è Buffon, guardo spesso una cornice dove lui si racconta. Lui è un esempio vero, sognare non costa nulla...Ha appena dimostrato in Champions come si reagisce ad un periodo difficile". Proprio la stessa cosa che è capitata a Libertazzi, ieri inspiegabilmente ai margini del calcio a nord ovest, oggi portiere meno battuto d'Italia.

Qual è stato il colpaccio del Borgosesia fin qui? "Sicuramente lo 0-3 a Varese, una nobile decaduta che fino a pochi anni fa era in B. Un risultato incredibile per la società, che ha comunque come obiettivo la salvezza. Devo dire che vista la classifica ogni domenica è stato un colpaccio e ricordo positivamente anche la vittoria con la Caronnese, dove tra i pali sono stato molto impegnato. Nelle gare recenti delle ultime stagioni non l'avevamo mai battuta...".

 

E poi...c'è la storia di un record. Libertazzi non prende gol dallo scorso 11 settembre (Bra-Borgosesia 1-2), nonchè da 6 gare, per un totale di 543 minuti. Gli mancano solo 19 minuti per battere uno storico record della società del Borgosesia, detenuto dal portiere sloveno Petrovic fin dalla stagione 1967/1968. Libertazzi: "Sabato contro la Pro Sesto la cosa più importante è vincere e poi, certo...battere questo record sarebbe l'ennesima soddisfazione di questo bellissimo momento personale e di squadra. Un anno fa non avrei mai pensato tutto ciò. Non solo nel calcio, ma anche nella vita, non bisogna mai mollare".