Qui Castellazzo, 3 vittorie di fila. E che difesa. Intervista a Rosset, al 7° anno in maglia verde

ROSSET, CUORE CASTELLAZZO

10 novembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Eccellenza B - Due foto da Castellazzo, due scatti che raccontano tanto: dal senso di appartenenza per la maglia e i colori di William Rosset da Ovada, talento e istituzione del club col verde cucito addosso, alla forza e alla serenità di un gruppo trascinato dal roccioso Camussi e dai "senior" Genocchio-Silvestri-Piana-Molina. Una squadra che ha iniziato condividendo allenamenti, pizze e birre in giro per Alessandria (sì, altro che pallone, Novese e Acqui hanno dato entrambe buca...) e dal primo ko all'esordio contro la Pro Dronero sta macinando una caterva di punti.

Solo la Juventus Domo nel girone A ha un motore con gli stessi giri, in grado di sfornare tre vittorie di fila. E poi: zero gol subiti nelle ultime quattro gare dal team di Alberto Merlo, 5 gol presi in 10 partite. Il Castellazzo è l'unica ad aver riposato tra le squadre di vertice, quindi ha anche una gara giocata in meno al 4° posto a -6 dal Corneliano Roero capolista.

 

Numeri a parte, ci sono cuore, passione e continuità. Lo sa bene il classe '83 Rosset, al 7° anno in maglia verde, autore di due gol domenica scorsa nel derby col Tortona (0-2). La sua storia calcistica: in quinta elementare lo chiama la Sampdoria e resta lì fino ai 18 anni. Poi prende le valigie e va alla Fermana in C1 ("Una bella esperienza, per la prima volta lontano da casa"), passa da Cuneo con mister Barbieri e veste le casacche di Chiari (Brescia, Eccellenza vinta), Bellinzona (serie B svizzera), Darfo Boario, Rodengo, Suzzara (Lombardia) e Vado (Liguria). Rosset ha fatto anche parte di una costola dell'attuale Carpi (il Dorando Pietri), vincendo l'Eccellenza con Viassi all'Aquanera. Una grande esperienza tra C, D ed Eccellenza e "...dopo aver girato molto ho trovato un habitat perfetto a Castellazzo. Un ambiente fantastico, una società seria, un seguito di tifosi e di dirigenti sempre al campo. Ti viene proprio voglia di giocare e di provare a vincere dando tutto te stesso".

 

William, dopo questo viaggio torniamo al presente dagli ottimi numeri, che nasce però da quell'unica sconfitta: "In effetti è così. Magari è un caso ma dopo quelle gare non giocate con Acqui e Novese in Coppa, situazioni surreali o meglio, barzellette, abbiamo perso la prima a Dronero prendendo gol subito. Non avevamo il ritmo partita".

E poi? "Da quel momento abbiamo trovato la quadra a livello di concentrazione, fase difensiva, intensità e gol segnati. Ora siamo molto contenti, ma sappiamo quanto sarà dura in questo girone. Prendere pochi gol significa partire con una grande arma in più in nostro possesso, perchè davanti in un modo o nell'altro siamo in grado di andare in rete".

Merito di questa coppia mostruosa Camussi-Silvestri, ma anche dei giovani: "Assolutamente sì. Voglio elogiare il lavoro di Viscomi, Limone, Cascio, Zunino e soprattutto Cimino, bella scoperta".

Chi guida lo spogliatoio?: "Bè, Camussi è un vero personaggio. Ci sono tanti leader, lui è unico. Molina è il più esemplare, Silvestri il più precisino. C'è una bella armonia, sono tutti fondamentali".

Domenica il Cavour: "Guai a sottovalutarlo. Ho letto le parole del mister del Rivoli, potevano benissimo fare risultato lì e hanno comunque battuto il Saluzzo. Noi però vogliamo dare continuità a questo bel momento".

 

Un tocco di colore. Rosset ha fatto parte della selezione-Padania di Arturo Merlo (fratello di Alberto) disputando e vincendo gli Europei per nazioni non riconosciute in Ungheria nel 2015. L'anno scorso altra spedizione in Abkhazia, una regione della Georgia sotto la Russia. William racconta: "Esperienza meravigliosa. Abbiamo giocato davanti a 10mila persone perdendo in semifinale col Panjab, una squadra del nord ovest dell'India. C'erano il Kurdistan, la Somalia, un gruppo etnico di austro-tedeschi, la contea dei francesi del Nizza...Una manifestazione molto curiosa, ma sembrava di disputare un Mondiale vero visto il pubblico. Ho visto il calcio, mia grande passione, da un altro punto di vista e ho condiviso quest'esperienza con alcuni dei miei attuali compagni di squadra". E tanto per non cambiare colore, anche in queste esperienze Rosset ha vestito la maglia verde. Vero amore.