Enrico Massimo, "l'imperatore" al 25° gol con l'Alpignano. Emozioni, ricordi e...il sogno serie D?

MASSIMO, "IMPERATORE" A RUOTA LIBERA

15 novembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Un bomber vero, un attaccante che sta facendo ammattire le difese di Eccellenza A, un giocatore dal quale prendere esempio per la serie "37 anni e non sentirli...": oggi zoom su Enrico Massimo, "l'imperatore" dell'Alpignano. Ha appena segnato il 25° gol in campionato, numero che tiriamo fuori sommando le 14 reti dell'anno scorso, più le 11 di questa stagione dopo appena un terzo di percorso. E ci sono altri 3 gol in Coppa. Massimo, tra l'altro, è in cima alla classifica cannonieri con Poi della JuveDomo e Delorentis del BorgoVercelli.

Momento d'oro per l'Alpignano, a -3 dalla JuveDomo che i biancazzurri hanno battuto 2-0 alla seconda giornata. La squadra di Gatta sta dimostrando di avere tutti i numeri per giocarsi il salto in serie D (per Alpignano sarebbe un evento storico) assieme a 5-6 competitor.

 

Ma partiamo da ricordi ed emozioni, visto che lo juventino Massimo (pugliese come Crescente e Moreo, di San Severo e dintorni) ha giocato ovunque. Il momento calcistico più intenso? Parola al bomber: "Devo essere sincero, il ricordo più bello è legato proprio all'Alpignano. La domanda mi fa molto piacere perchè torno col pensiero al gennaio 2016. Finale di Coppa Eccellenza contro il Casale. Siamo sotto 2-0 immeritatamente. In quel momento capita qualcosa di straordinario, come se fosse un film da vivere da protagonisti. Insomma, rimontiamo tre gol in un quarto d'ora e andiamo ad alzare la Coppa. Ne parlavo giorni fa...è un ricordo quasi da lacrimuccia, il più emozionante dei miei anni di pallone. Quella era una squadra di matti capaci di tutto, con tantissimi giovani artefici di un'annata storica per la società. E poi non abbiamo battuto un avversario proprio qualsiasi, ma un Casale che ha un passato glorioso. Un'estasi totale...Ho vinto la Coppa anche con la ProSettimoEureka, ma quella è una partita che mi ha segnato. Chi vive e respira calcio può immaginare cosa voglia dire vincere una finale ribaltando il punteggio da 2-0 a 2-3, quando tutti ti davano per spacciato...".

Altri ricordi: "Mi viene in mente il grande Gianni Frara. E' con lui alla Sangiustese che ho iniziato a giocare in prima squadra dopo il settore giovanile al Vanchiglia. Ho imparato tanto da lui. Un allenatore e una persona eccezionale, che nel mondo del calcio ricordiamo tutti con piacere". Poi Moncalieri (gli anni d'oro), Fossano, Savigliano, Carmagnola, Don Bosco, Borgosesia, Lucento, Canelli, ProSettimo, Borgaro, Chisola e Virtus Mondovì.

 

L'attualità: l'Alpignano può davvero sognare la serie D o la JuveDomo è strafavorita? "Credo che la capolista sia la squadra più attrezzata, ma noi abbiamo raggiunto un'enorme consapevolezza nei nostri mezzi. Vogliamo e possiamo far bene. La nostra rosa è completa in tutti i reparti, abbiamo giovani non solo bravi, ma capaci di fare la differenza, c'è entusiasmo, la società è seria e organizzata...Insomma, ci sono tutte le componenti per continuare a sognare".

L'Alpignano ha perso a Biella e poi ha battuto la JuveDomo, ha perso col Trino tra errori individuali e leggerezze e ha scatenato l'inferno a Baveno, Pont (doppio 2-3) e contro Alicese, Rivarolese, Borgomanero e Settimo, pareggiando paradossalmente con Charvensod e Pavarolo ultime in classifica. Squadra pazza.

Massimo: "Sì, infatti l'unico nostro limite siamo noi stessi. Se cresceremo ancora dal punto di vista della mentalità potremo fare ancora meglio. A volte abbiamo ribaltato le partite con reazioni rabbiose e d'orgoglio, come a Baveno da 2-0 a 2-3, e questo va anche bene, ma dobbiamo superare alcuni black out trovando maggiore equilibrio ed evitando di spegnere ogni tanto la luce per poi rincorrere gli altri. Una squadra di vertice è accesa sempre, dall'inizio alla fine. Ci stiamo lavorando e per esempio a Settimo non abbiamo fallito. Campo piccolo, avversario forte, ma siamo stati intelligenti, compatti, ordinati e concentrati. Alla fine con due episodi l'abbiamo portata a casa...".

Il rapporto con l'Alpignano: "Ho 37 anni...a questa età un giocatore potrebbe anche pensare "che palle andarsi ad allenare" e magari potrebbe anche pensare di smettere. Io qui non l'ho mai pensato. Anzi. C'è un gruppo che difficilmente ricordo così unito nelle mie esperienze calcistiche. Si va in campo con piacere, si gioca con amici più che con compagni di squadra. Un ambiente davvero bello, correre per il compagno diventa semplice così...".

A proposito di amici: "Io e Moreo siamo due '79. Siamo amici da 34 anni, da quando ne avevamo tre, e condividiamo anche momenti lavorativi oltre che battaglie sul campo". Belle cose.

 

Si parla sempre di Massimo, Lerda, Moreo, Cirillo...ma i giovani dell'Alpignano vanno elogiati: "Sono d'accordissimo. Abbiamo due portieri molto forti, Berghin e Doda. Mister Gatta è bravo a gestirli e fa giocare entrambi. Il '98 Camoletto è migliorato tantissimo, sta andando molto bene. Bamba, Canu, Bellino e Kasa sono tutti giocatori forti e utili, hanno grosse potenzialità. Spoto? Ormai è un finto giovane perchè dall'anno scorso è perfettamente integrato nella squadra. Ha numeri da categorie più alte".

E se Spoto è un finto giovane, Massimo è sicuramente un finto "vecchio"...E con il bomber sempreverde l'Alpignano vuole continuare a sognare.