La super-bomber Simona Sodini: i 196 gol, l'aereo Sardegna-Milano a 16 anni, il sogno-giornalismo e la vita da mamma!

DONNE NEL PALLONE: SIMONA SODINI

Simona Sodini
Simona Sodini

I PRONOSTICI DI SIMONA SODINI

 

ECCELLENZA A ALICESE BORGARO X
ECCELLENZA A ALPIGNANO ORIZZONTI UNITED 1
ECCELLENZA B RIVOLI CASTELLAZZO 2
ECCELLENZA B FC SAVIGLIANO CORNELIANO R. X
PROMOZIONE B LASCARIS QUINCITAVA 2
PROMOZIONE B SANTHIA' UNION SUSA 2
PROMOZIONE C DENSO TROFARELLO 1
PROMOZIONE C CARIGNANO BSR GRUGLIASCO 1
PROMOZIONE D CANELLI CENISIA X
PROMOZIONE D LUCENTO CASSINE 1
PRIMA D CORIO SAN MAURO X
PRIMA D BVS PIANEZZA 2
PRIMA E VIANNEY MIRAFIORI 2

17 novembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

Numeri da super-bomber, 196 reti in carriera a -4 da una festa già scritta, il pallone come ragione di vita, un sogno nel cassetto (diventare giornalista) ed un nuovo percorso di vita da...calciatrice-mamma. Un'ospite illustre nella rubrica pronostici, conosciuta dalla stragrande maggioranza del movimento-calcio maschile: da casa Cuneo ecco Simona Sodini, cuore di Sardegna. Tantissime curiosità nella chiacchierata con una delle attaccanti più forti del calcio femminile italiano, tant'è che nella classifica cannonieri di serie A 2008-2009 è arrivata dietro ad una certa Patrizia Panìco con 22 gol. La Sodini, tra l'altro, sfida a distanza Giulia Trapani della Juventus Femminile, che è in testa al toto-scommesse sul calcio dilettantistico (classifica).

 

La super-bomber tifa Inter, ama il sole, il mare, la musica latino americana e lo shopping. Ha anche un sito personale. E' nata a Sassari in Sardegna 10 giorni dopo la vittoria dei Mondiali di Spagna 1982, il 21 luglio. L'Italia in delirio, il calcio nel dna con un papà, dice, "...con la testa nel pallone".

 

Simona, abbiamo mille curiosità. Tanto per cominciare volevi fare la giornalista: "E' vero e non è detto che in futuro non possa ritornare su quella strada, sicuramente quando smetterò di giocare. In passato ho studiato Scienze della Comunicazione, ma sono stata costretta a lasciare gli studi dopo 10 esami per motivi di tempo. Lavoravo, giocavo, viaggiavo...Insomma, mi è rimasto un sogno nel cassetto. Mi piacerebbe scrivere di calcio, ma anche commentare o fare l'opinionista. Ne ho avuto a volte la possibilità, ma ho voluto dire no perchè per ora preferisco giocare. E' una passione troppo forte".

Quartiere "Latte dolce". I primi calci in Sardegna e un simpatico aneddoto: "Ho fatto le giovanili nella Torres. A 7 anni avevo i capelli lunghi e la fascetta come Caniggia, campione argentino. Eravamo affiliati al Parma e giocavo coi maschi, durante alcune selezioni non capirono che avevano davanti una bambina...". Risata. Uno splendido rapporto, quello coi maschi, coi quali Simona ha sempre giocato fino a 14 anni.

A 16 anni, dopo una caterva di gol in B con l'Attilia Nuoro (25 in 22 gare) la nota il Milan e succede qualcosa di molto curioso: Simona va a scuola, ma nel fine settimana prende l'aereo per andare a giocare a Milano, dove vince scudetto e Supercoppa. Ecco l'esplosione.

Ci racconta: "Credo di essere stata subito una bambina ed una ragazza molto sveglia. Non mi facevo problemi a partire e a raggiungere una grande città, lasciando per qualche giorno la mia Sardegna. Partivo di venerdì o sabato e tornavo il lunedì. E' stata una bellissima esperienza, anche se...tifavo e continuo a tifare Inter. Sotto la maglietta rossonera, infatti, ne portavo spesso un'altra con scritto "forza Inter"...".

Poi Foroni, Atletico Oristano e...Torino. Otto anni, quattro da capitano, un sacco di gol per Simona, che intanto continua la trafila in tutte le squadre Nazionali (Under 15, 17, 18 e 21).

Torino, una città che ama. Lo dimostra la firma con la maglia del Cuneo avvenuta in piazza San Carlo nel 2014: "Sì, una scelta plateale perchè è una città che sento mia. Oggi vivo a Cuneo, ma Torino e il Piemonte sono la mia seconda casa. Qui ho giocato tanto, ho trovato pure l'amore ed è qui che ora sto crescendo il mio bambino (che intanto si fa sentire mentre parliamo...nda). Manca solo una cosa. Il caldo e il mare...Infatti la gravidanza l'ho portata avanti nella mia Sardegna". E come darle torto?

Prima del Cuneo, che l'ha aspettata dopo la nascita di suo figlio, la Sodini (che non ha perso l'accento sardo) ha giocato anche nella Riviera di Romagna, nell'Inter e nel Luserna. In tutto ciò con la Nazionale maggiore ha segnato la bellezza di 15 gol in 19 gare!

Simona, cosa vuol dire giocare in Nazionale? "E' tutto profondamente diverso, perchè vai a giocare fuori Italia in nazioni dove il calcio femminile è proprio un'altra cosa. Semplicemente incontri calciatrici che fanno parte di un sistema professionistico e non dilettantistico...Penso agli Stati Uniti, alla Francia. Ci sono stadi con migliaia di spettatori, tifosi che chiedono l'autografo alle giocatrici, stipendi da atlete vere. Pubblicità, sponsor, attenzione dei media, interessi...in quelle nazioni è tutto diverso".

Il calcio femminile in Italia sta facendo (lenti) progressi: "Sì, prima degli anni 2000 mi ricordo che per gli Europei i giornali dedicavano mezzo trafiletto e non sapevi dove andare a vedere i risultati. Oggi ci sono siti di informazione, c'è Facebook. E poi sempre più club hanno una squadra femminile come Juve, Sassuolo, Fiorentina. Certo, siamo ancora lontani dal riconoscerlo come qualcosa di importante nonostante il nostro impegno sia assolutamente totale e i sacrifici enormi. Rimaniamo un mondo a sè".

Hai mai pensato di andare a giocare all'estero, visti i tuoi numeri e la tua fama? "Rivelo un segreto, avevo una proposta del Valencia in Spagna solo da accettare. Mancava il mio sì, ma per motivi extra-calcio alla fine decisi di non partire...La città, molto bella e calda, mi ispirava parecchio".


Evento fantastico per ogni donna. Sei diventata mamma: "Mi è proprio cambiata la vita, anche calcisticamente. E' un'emozione unica. Per quanto riguarda il mio percorso da calciatrice non nego che dopo il parto il primo giorno sul campo ho pianto. Una sensazione stranissima...Mi sentivo diversa, non ero più sicura dei miei colpi e di riuscire a fare certi movimenti, mi allenavo quattro volte a settimana mattina e pomeriggio. Il corpo cambia, c'è poco da fare, e bisogna lavorare con diete e allenamenti ma soprattutto sulla testa, prima ancora che sulla forma fisica, visto che c'erano da buttar giù una decina di chili. Poi certo, un lungo lavoro fisioterapico. Ringrazio tanto il mio compagno, mi ha sempre sostenuto e aiutato. Senza di lui non riuscirei a seguire mio figlio continuando a giocare. Ho lavorato tanto facendo sacrifici incredibili e oggi mi sento in forma e ancor di più una giocatrice".

Idoli del calcio e grandi avversarie: "Zidane, Del Piero e Maradona sono l'essenza del calcio. Hanno segnato tanto, ma mi sono sempre piaciuti per la loro capacità di dettare l'ultimo passaggio, per le loro giocate di fantasia. Mi sono sempre ispirata a questi campioni. Tra i migliori allenatori che ho avuto sono un po' di parte, ma cito il mio compagno Rosario Amendola (tra l'altro secondo di mister "Bellantonio" Cabrini, nda...). Per me è il migliore, di fatti l'ho scelto anche nella vita...E poi c'è il "Condor" Agostini, l'ex bomber di Milan e Cesena dal quale ho imparato molti movimenti. Tra le difensori più forti che ho incontrato penso sicuramente a Giulia Perelli e Gioia Masia, sarda come me. Una grande compagna d'attacco? Sicuramente Pamela Conti. Ci capivamo al volo con uno sgardo, con un movimento...".

 

Simona, sei a -4 reti da un grande traguardo. La maglia dei 200 gol è già pronta? "Non svelo nulla, ma non mi farò trovare impreparata...". E visto che Simona ha tante conoscenze nel mondo del calcio dilettantistico maschile, vai coi pronostici dall'Eccellenza in giù!