Bolgia-Pinasca, 2-3 al Perosa nel derby. Prochietto-gol: "Brividi ed emozioni. Che bravo il portiere Odier".

QUANTO CONTA VINCERE UN DERBY...

6 dicembre 2016 - di Michele Rizzitano

 

In questa intervista c'è tutto il valore e il peso dello sport che raccontiamo, il calcio, tanto più nelle categorie dove contano, sì, i numeri e le classifiche, ma prima del resto vengono gruppo e amicizie. E' così in Prima Categoria, dove autentici eroi sfidano il freddo, si armano di borsa, scarpe e parastinchi e (spesso senza grandi rimborsi) vanno a sognare. Su queste isole i soldi non sono niente. Anzi. A volte c'è chi li rifiuta per starsene dov'è, in mezzo ad amici. Sì, bastano un pallone, buoni compagni e le sacrosante birre o pizze post-allenamento.

 

E così che un pallone che rotola si incastra all'interno della vita di una persona e di uno spogliatoio, fa battere i cuori, provoca attesa e adrenalina e poi (come nel caso del Pinasca) sfocia tutto in delirio, bolgia e follia negli spogliatoi. Vi anticipiamo una frase emblematica dI Prochietto, protagonista del derby Perosa-Pinasca terminato 2-3: "Durante la settimana può succedere di tutto, ma quei 90 minuti sono sacri. E chi non ha mai giocato a calcio, o non lo segue, non può capire".

 

Intervista con epicentro Pinasca, appunto. Una città che aveva bisogno di festeggiare anche per motivi extra-calcio, visto che è stata devastata come altri comuni del pinerolese dall'alluvione di due settimane fa.

Un Pinasca di mister Falco secondo miglior attacco (33 gol) con una media di circa 3 gol a partita. Un Pinasca che batte il Perosa (campo caldissimo) in casa sua, che si affaccia ai piani alti della classifica e che sgasa tutto il suo entusiasmo in vista del recupero col Bricherasio in programma domani sera a Luserna San Giovanni.

Della Rocca e Richard hanno segnato i primi due gol, ma a Perosa l'ha chiusa Alberto Prochietto da Pinerolo: un centrocampista di copertura, come Richard, per otto anni al San Secondo e da tre stagioni a Pinasca, cresciuto (curiosità) come portiere fino alla Juniores. Due gol da lì, davanti alla difesa, dove si fa legna.

 

Alberto, raccontaci tutto: "Non avevo mai deciso un derby...E' stata un'emozione incredibile. Per chi non vive e respira calcio sarà strano leggere certe cose, ma per noi che ci siamo dentro è così. Quei 90 minuti sono sacri e durante tutta la settimana, in mezzo al lavoro e a tutta la quotidianità, spesso il pensiero va alla partita. Non è solo uno sfogo, uno sport, ma molto di più. E' qualcosa che fa parte della vita di molte persone e guai a toccarlo. Inoltre qui nel pinerolese c'è un campanilismo molto forte e ci conosciamo tutti. Ogni derby vale tantissimo. Cioè vale doppio...Dopo il gol avevo i brividi. Mi son ritrovato tutti addosso, mister, compagni di squadra, dirigenti. Al 90' abbiamo festeggiato come se Perosa fosse casa nostra e tutti sanno come sia difficile vincere su quel campo piccolo e infuocato. Insomma, sarà una gara che non dimenticherò facilmente...".

Nessuno aveva battuto in casa il Perosa. Dove volete arrivare? "Intanto devo dire che raramente ho visto delle parate come quelle di Mattia Odier, portiere del Perosa. Gli faccio i complimenti perchè potevamo segnare e chiuderla molto prima. Poi credo che il recupero col Bricherasio possa darci modo di allungare ancora. E' il nosto obiettivo. A differenza di altri anni vedo la squadra più quadrata, cattiva e consapevole. Se vogliamo centrare i playoffs dovremo continuare a giocare con questo spirito, evitando di perdere punti come contro il Borgaretto, una gara finita 5-5 con noi che vincevamo 5-3".

Pinasca, il gruppo è tutto: "Confermo, assolutamente sì. Si sta davvero bene qui. Non ci sono pressioni, non ci sono interferenze, non si litiga per stupidaggini. C'è la serenità ideale per fare sport. In altre società ci sono decine di dirigenti, da noi la presidentessa Barbero si fa in dieci e non ci fa mancare nulla. E' unica. La particolarità poi è che i giocatori qui invece di andare via, tornano. E' successo così anche a El Bahi e Korri".

Un migliore in campo nel derby? "Non potrei fare un nome. Tutti sono stati eccezionali. Tutti leoni contro un grande avversario, che aveva alcuni infortunati come Costantin".

Qual è la squadra da battere nel girone F? "Le prime due sono molto forti e dal mio punto di vista sono anche due formazioni diverse. L'Infernotto ha individualità importanti, giocatori che possono decidere la partita in un nanosecondo. L'Atletico Racconigi mi ha invece stupito per la compattezza di squadra".

Intanto il Pinasca, splendida realtà, è pronto ad avvicinarsi al podio e continua a sognare imprese uniche, proprio come quella di Perosa...

Prochietto e la "pres" Barbero
Prochietto e la "pres" Barbero