Giovani allenatori crescono: ecco l'ex Juve e Bvs Francesco Maggio, classe '86 pronto per la nuova stagione

NUOVI PATENTATI UEFA B: L'EX JUVE MAGGIO

Francesco Maggio, dal campo verso le panchine
Francesco Maggio, dal campo verso le panchine

27 gennaio 2016 - Una vita alla Juventus (7 anni) in tutto il settore giovanile fino agli Allievi Nazionali, assieme a Marchisio, Giovinco e De Ceglie. Poi Pro Vercelli, Asti, ParaLombardore, Giaveno, Cambiano e Pinerolo in Eccellenza e due campionati di Promozione vinti, terminando l'avventura da giocatore come uno dei leder di quella Bvs che vinceva il campionato di Prima Categoria con Romagnino a Rivoli, nel 2011, davanti a 600 persone: spettacolare spareggio contro il Pianezza. Infine le ultime esperienze in valle Susa, da capitano, con la fascia condivisa assieme agli amici Michele Macrì e Antonio Gentile.

 

Per l'ex Juve Francesco Maggio inizia una nuova era: quella di allenatore. E' solo un classe 1986 ma ha le idee chiare e ha sempre voluto intraprendere la carriera di tecnico, tanto da fiondarsi al corso allenatori e prendere l'anno scorso il patentino Uefa B.

 

Vista la grande richiesta di allenatori qualificati e il "giro di vite" dell'Aiac nella lotta ai senza-patentino Sportovest ha deciso di iniziare un nuovo corso di interviste per promuovere i giovani tecnici qualificati. In queste settimane, sentendo molte società a seguito delle novità in Piemonte riguardanti gli allenatori, abbiamo capito che sono richiesti come il pane.

 

Maggio è uno di questi, ha già allenato i Piccoli della Bvs, collaborato col Rubiana e vanta nel curriculum uno stage in casa Juventus. Per la stagione 2017/2018 fa un pensierino ai settori giovanili di Torino e provincia: "Devo dire che il corso allenatori è stata una bellissima esperienza. Sono arrivato lì con una lunga trafila sul campo e determinate conoscenze, ma si impara ad interpretare il mondo del pallone guardandolo da un'altra prospettiva. C'è tanta psicologia e una grossa attenzione sui temi educativi. Personalmente ho trovato tutto ciò interessante e stimolante. A Vinovo è stato un po' come tornare a casa dopo sette anni giocati lì. Lo stage mi ha lasciato tantissimo sia dal punto di vista della formazione tecnica, che umano. In casa Juve c'è un'attenzione chirurgica alla crescita dei migliori talenti e quello bianconero è un mondo in continua evoluzione che esporta fuori Italia uno stile, ma che parallelamente prende spunto dai migliori club a livello internazionale per crescere ancora. Sono contento di questa esperienza. Sul campo ho dato tutto come giocatore e mi sono divertito tanto in uno sport che amo, ma che oggi voglio vivere e seguire da un'altra angolazione. Mi sento pronto per nuove avventure in panchina".

Un nome da appuntare in agenda per i direttori sportivi in vista della nuova stagione. Ne seguiranno molti altri.