"Ciao Alpignano": il pugliese Antonio Crescente va in Toscana. Dal pallone ad un'azienda vitinicola

CRESCENTE, UNA NUOVA AVVENTURA

1 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Il calcio è anche un questo: una tappa obbligatoria, divertente e necessaria, prima di sbarcare altrove. La vita di Antonio Crescente da Barletta sta sicuramente cambiando. E' arrivato all'Alpignano, in Eccellenza A, il 15 dicembre 2015, poco più di un anno fa, ed ha fatto in tempo per riuscire ad alzare una storica Coppa Piemonte. Poi una mezza stagione chiusa con la salvezza ed un'altra metà vissuta da protagonista in un Alpignano che abbiamo scoperto essere la miglior squadra di Eccellenza del 2016 per media-punti. Oggi è secondo in classifica, sogna ancora di andare ad acchiappare la Juventus Domo.

 

A proposito di sogni. Per il 26enne Crescente, ex Lecce e Martina Franca, una laurea in Scienze Gastronomiche, è arrivato il tempo dei saluti, non solo all'Alpignano, ma proprio al mondo del pallone: "Ebbene sì, appendo le classiche scarpe al chiodo. Credo di aver trovato la mia strada e sono pronto a cambiare vita. Andrò a lavorare in Toscana in un'azienda vitinicola e seguirò la mia grandissima passione. Lavorare in questo settore per me è un sogno e credo che noi giovani dovremmo ritrovare il contatto con la terra che ci nutre ogni giorno dando il nostro contributo per riempire in maniera buona e genuina le nostre tavole. Questo è un mondo che mi ha sempre regalato enormi emozioni, quindi non vedo l'ora di iniziare una nuova avventura. Il calcio mi ha dato tanto, non posso nasconderlo".

Un elogio all'Alpignano: "Non la ritengo una squadra come le altre. Dal primo giorno in cui ho messo piede nel centro sportivo mi è sembrato di essere in un posto fuori dal tempo. Il calcio è ancora vissuto come una festa da condividere e non come una sfida da vincere con tutti i mezzi e a tutti i costi. Ho incontrato giocatori, dirigenti e staff, persone fantastiche. Abbiamo condiviso emozioni che ancora oggi mi lasciano i brividi".

 

Tanta genuina "meridionalità" in via Migliarone: "Quasi tutti i dirigenti e molti giocatori sono terroni come me. Mi sono sentito a casa...Ricorderò piacevolmente gli scherzi di Moreo, gli abbracci forti di Massimo dopo le vittorie e le sconfitte, le risate del mister Gatta come dopo una mia scivolata in una delle partite più importanti di Coppa Italia. Ringrazio Enzo Visciglia per i passaggi a casa, capitan Alessandro Lerda per le lavate di testa che mi hanno aiutato a crescere. E' stato tutto molto bello. Un grande in bocca al lupo alla squadra".