Alessandro Frara da Ferriera, 400 presenze: "Quella sera in Champions, il Frosinone e un gol da brividi..."

FRARA, 400 PRESENZE: EMOZIONI E RICORDI

La Juve, la serie A e la grande scalata a Frosinone

8 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

E' iniziato tutto qui, alle nostre latitudini. Alessandro Frara da Ferriera, piccolo paesino tra Rosta e Avigliana, ha tirato i primi calci al pallone da piccolo proprio nel Pozzomaina. Poi una lunghissima trafila nella Juventus, i primi allenamenti con Del Piero, Davids, Montero e Zambrotta, la fascia di capitano nella Primavera, il campionato vinto, il debutto in Coppa Italia, il passaggio al Bologna di Cruz, Signori e Pagliuca (e intanto i primi esami a Scienze Politiche tra piazza Vittorio e Palazzo Nuovo a Torino) per una carriera che prende il volo e che raggiunge il top nel Frosinone. Da sei anni a questa parte il club laziale, oggi a -1 dal Verona capolista in serie B, è casa sua.

Sono passati 15 anni da quel Bologna-Roma 2-1, da quel debutto in serie A della squadra di Guidolin contro Fabio Capello, e il classe 1982 Frara, 35 anni a novembre, ha tagliato il traguardo delle 400 presenze tra i professionisti. Ci è arrivato passando dalla Ternana allo Spezia (2003-2008), dal Rimini al Varese (2008-2011), collezionando oltre 165 presenze a Frosinone, dove ha giocato in Lega Pro, serie B e A.

 

Alessandro, un traguardo importante. Se chiudi gli occhi e pensi al tuo grande percorso, cosa ti viene subito in mente? "Ci sono tanti momenti indimenticabili...Penso per esempio al 31 ottobre 2001 e al mio debutto in Champions League. Celtic-Juve 4-3. Rilevai Maresca e feci un ottimo quarto d'ora davanti a 60mila persone. Un'emozione incredibile...Quella è stata la partenza nel calcio che conta, un salto dal trampolino. Ho avuto la fortuna di partire dall'alto e questo ha creato grandi aspettative su di me". In campo in quella Juve di Lippi c'erano Del Piero, Nedved, Ferrara, Trezeguet. Che giocatori.

Il viaggio continua: "Non posso dimenticare nemmeno il debutto in A col Bologna il 14 settembre 2002. Eravamo 10 contro 11, subentrai nel finale e riuscimmo a vincere 2-1. E poi penso al mio primo gol in A il 1° novembre 2015 alla Fiorentina. Per il Frosinone quella gara è stata una disfatta, di fatti non esultai più di tanto. Mi sono però riscattato il 17 aprile 16 a Verona, con il gol-vittoria di testa al 90'...Un bellissimo ricordo. Con quella rete continuammo a sperare nalla salvezza".

Un momento, però, supera tutti gli altri per importanza: "Il 7 giugno 2014. Quel giorno segnai al 117' della finale playoffs che riportò il Frosinone in B contro il Lecce...". Una città in delirio, la dedica al papà Gianni (stimatissimo allenatore del calcio piemontese) scomparso qualche mese prima. Dice Frara: "Quel gol fu un segno del destino. Arrivò dopo mesi di grande sofferenza, fu come una liberazione per me". Ed ecco quell'istante...

A Frosinone mille soddisfazioni e anche un gol dell'ex alla Ternana: "Sono sposato con una ternana, ho giocato lì e ho la residenza a Terni. Ecco perchè anche quella volta esultai con compostezza...".

E' storia recente, invece, quel Juve-Frosinone 1-1 del 23 settembre 2015: pensate, dopo quel pareggio la Juve ha sempre e solo vinto (ben 28 volte) allo Stadium. Frara: "E' stata la serata del mio ritorno a Torino e in serie A, peraltro con la fascia di capitano. Ho avuto la possibilità di giocare davanti a familiari e amici e di esordire allo Stadium, visto che avevo sempre giocato al Delle Alpi. Una serata bellissima, la chiusura di un cerchio. Un pareggio che ancora oggi per il Frosinone è una sorta di primato...".

 

La carriera di un calciatore è fatta di alti e bassi e Frara lo sa bene: "Dopo le semifinali playoffs col Varese in serie B rimasi senza squadra non trovando un accordo economico con loro. E' stato un momento difficile, mi allenavo con la squadra dei disoccupati. In quel momento è arrivata la chiamata del Frosinone. C'era un progetto importante e un presidente ambizioso, di fatti negli anni successivi è stato tutto un crescendo fino allo storico salto in serie A. Oggi siamo di nuovo lì a lottare per la massima categoria e intanto c'è anche uno stadio nuovo in costruzione. Insomma, Frosinone è stata la mia rinascita e rappresenterà sempre qualcosa di speciale per me. Ho vissuto qui grandi emozioni e farò di tutto assieme ai miei compagni di squadra per riportare il club in serie A. Per me sarebbe un altro sogno che si realizza".
Alessandro, in futuro ti piacerebbe allenare? "E' presto per pensarci...In ogni caso sarei più orientato ad un incarico dirigenziale. Ma chissà...".

di Boetto Ivan & C.

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