"Parliamo burocratese": reclamo Cassine, ecco perchè l'Atletico Torino rischierebbe solo una multa

GIOCARE DUE GARE NELLO STESSO GIORNO: GLI SVILUPPI

28 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Oggi parliamo burocratese. Ieri sera è esplosa la notizia del reclamo del Cassine in merito alla sconfitta subita per 4-1 in casa dell'Atletico Torino, balzato nel contempo in vetta alla Promozione D. Il reclamo potrebbe portare o meno ad una vittoria a tavolino. Abbiamo recuperato alcune informazioni che possono tornare utili a tutti i lettori.

 

Premessa: sarà il Giudice sportivo a dare la sentenza definitiva, ma proviamo a fare alcuni ragionamenti tramite testi e documenti. Il Cassine sostiene (o meglio, sosterrà nel reclamo) che come da articolo 34 della Noif "...nello stesso giorno un calciatore non può partecipare a più di una gara ufficiale, salvo il caso di Tornei a rapido svolgimento i cui Regolamenti, approvati dall'organo competente, prevedano eccezionalmente, che un calciatore possa disputare più di una gara nello stesso giorno". Lucca (in gol con la prima squadra dell'Atletico contro il Cassine) risulta a tutti gli effetti aver partecipato anche alla gara mattutina Saluzzo-Atletico di Allievi Regionali 2000, tra l'altro segnando altri due gol. Fin qui nessun dubbio.

 

Ma l'Atletico dice: la sanzione associata al comma 2 dell'articolo 34 non è quella della gara persa a tavolino, che vale invece per il comma 1 ("Le società partecipanti con più squadre a Campionati diversi non possono schierare in campo nelle gare di Campionato di categoria inferiore i calciatori che nella stagione in corso abbiano disputato, nella squadra che partecipa al Campionato di categoria superiore, un numero di gare superiore alla metà di quelle svoltesi")  e il comma 3 ("I calciatori "giovani" tesserati per le società associate nelle Leghe possono prendere parte soltanto a gare espressamente riservate a calciatori delle categorie giovanili" o ai dilettanti, purchè autorizzati dalla Lnd).

 

Lo stesso Atletico Torino conferma di aver in tutti i casi inviato alla Lnd la classica deroga (cioè un modulo con visita medica e tesseramento) per fare in modo che alcuni suoi giovani, tra cui Lucca, potessero scendere in campo come "dilettanti" con la prima squadra. Inoltre, di possedere l'autorizzazione.

Quindi resta da capire: qual è la sanzione per un reclamo eventualmente accolto che si riferisce al comma 2 dell'articolo 34 (non si possono giocare due gare nello stesso giorno)? Per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori è la multa e la probabile, ma non certa, squalifica per il giocatore o inibizione per il dirigente accompagnatore. Tantissimi lettori dicono: "Lo sanno tutti e nessuno reclama per il comma 2 altrimenti sarebbero state già perse a tavolino 150mila gare".

 

A confermarlo è il sito "Notizie sul calcio" (link), che tra l'altro offre diversi riferimenti proprio in merito ad alcune sentenze del Giudice sportivo in Piemonte:

 

"E' inutile fare reclamo: a) per avere un giocatore avversario disputato due gare nello stesso  giorno:  l'infrazione comporterà solamente la squalifica per lo stesso giocatore e l'inibizione per il  suo dirigente accompagnatore ufficiale".

 

Vi segnaliamo altri spunti interessanti, anche se non si tratta di casi identici ma simili:

 

  • Reclamo della Robur Siena contro la Pro Piacenza (Lega Pro, ma siamo nel professionismo) perchè il difensore Mauro Belotti dei piacentini risulta aver giocato nella vecchia società di provenienza (la Folgore Caratese) il 18 dicembre 2016, stesso giorno in cui era stato fissato un recupero della sua nuova società, la Pro Piacenza. Il Giudice si è dovuto barcamenare sulla corretta interpretazione dei termini "giornata" (riferita a quella di campionato) e "giorno solare" (generico giorno di 24 ore) per arrivare a smontare la tesi di "partecipazione a due gare in un giorno". Alla fine ha respinto il reclamo, anche se il 18 febbraio la Robur ha rilanciato le sue tesi alla Corte sportiva d'Appello. Decisione finale a giorni.

Il link alla prima sentenza del Giudice

 

  • Sentenza del Caf - Reclamo del 2001 della società Us Mandello contro il Briona (Seconda Categoria Novara). In questo caso il reclamo fu accolto dando partita persa 0-2 al Briona perchè due giocatori di tale società "...erano privi della autorizzazione del Comitato Regionale territorialmente competente, avendo gli stessi partecipato non solo a gare espressamente riservate a calciatori  delle  categorie  giovanili,  ma  anche  ad  attività  agonistiche  organizzate  dalle Leghe". L'Atletico Torino ha invece inviato regolare deroga.

 

Infine, un'ultima questione: resta libera l'interpretazione della frase "calciatori che non abbiano titolo a prendere parte alla gara" associata, questa sì, alla possibilità di perdere la gara a tavolino e citata nell'articolo 17 della Noif. Il "non avere titolo" a partecipare ad una gara, in tantissime sentenze precedenti, ha sempre significato: non avere l'età corretta per giocare, essere squalificato o non essere tesserato. Situazioni ben diverse dall'aver giocato due gare nello stesso giorno. Sarà comunque il Giudice ad esprimersi e vi aggiorneremo sui prossimi articoli della vicenda, che tantissimi lettori dalla Valle d'Aosta al basso Piemonte ci hanno segnalato considerare molto interessante.

di Boetto Ivan & C.

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