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2017

Molino: "Lascio il Rosta dopo 17 anni". Quel bacio alla maglia, i viaggi Spagna-Italia per giocare la domenica...

EMOZIONI VERE. MOLINO-ROSTA, ADDIO DOPO 17 ANNI

Trasferimento Torino-Milano. Il bomber saluta la squadra del cuore

17 marzo 2017 - di Michele Rizzitano

 

Una storia emozionante. Ecco la chiave di lettura per chi, fuori dal mondo del calcio, ancora si chiede "...cosa ci sarà mai di tanto speciale attorno a quel pallone che rotola?". Oggi l'ennesima risposta da parte di chi ha vissuto oltre metà della sua vita assieme ad una società, non semplicemente giocando, ma emozionandosi, evidenziando un orgoglio unico nel portare addosso quei colori. Uno che riconoscerebbe tra mille altri il profumo dell'erbetta del campo vicino casa, un giocatore grazie al quale esiste ancora un senso per quelle storie di pallone "a zero euro" ricche di passione, genuinità e verità.

 

Non può essere un addio qualsiasi, quello di bomber Marco Molino. Domenica una delle "istituzioni" biancorosse giocherà la sua ultima gara col Rosta, squadra del cuore. La scelta arriva in un giorno speciale. Dopo 17 anni di Rosta, questo giorno ovvero venerdì 17 marzo del 2017, significherà molto per la carriera professionale e lavorativa di Molino, che si trasferirà in Lombardia per un'avventura iniziata ufficialmente oggi, con una firma, con una scelta. Allenarsi a Rosta, vivendo in Lombardia, sarà praticamente impossibile. Si chiude quindi un ciclo in mezzo a mille emozioni, ai brividi, ai ricordi. E questo numero, 17, magari l'attaccante andrà a giocarselo al Lotto...

 

Molino ha fatto e farà parte di quella corrente di giocatori (non pensate che siano così pochi...) che sputano sangue per un semplice derby di Prima Categoria, in questo caso contro gli storici rivali della Bvs. Questa è la sana benzina di un sistema un po' in difficoltà tra fallimenti e storiacce, ma dipende cosa vogliamo vedere, sentire, raccontare e leggere: le storie meravigliose, guarda caso, non mancano mai.

In nome dell'amore per la sua città, della "venerazione" per la maglia del Rosta e della passione per il calcio, Molino ha anche fatto diversi viaggi dell'ultimo minuto dalla Spagna (dove ha vissuto per qualche anno) all'Italia. Solo per giocare la domenica, per poi ripartire. Anzi, una volta ricordiamo un suo rapido ritorno dall'aeroporto al campo soltanto per gustarsi l'ultima mezzora di una partita. Unico.

 

Un'altra volta, contro la Bvs, il bomber ha baciato la maglia e siamo stati fortunati nel fotografarlo (vedi immagine). Domanda: quanti giocatori ricordate protagonisti di un gesto simile in Prima Categoria? Oggi, come tante altre volte in passato, ci dice: "Preferivo perdere 100 partite a Rosta, piuttosto che vincerne una con qualsiasi altra squadra. Se andiamo a vedere i risultati di quest'anno, a momenti, è stata una mezza profezia...". Insomma, emozioni forti, emozioni vere e un pizzico di ironia in questo giorno in cui cambia la vita.

 

Marco Molino, 29 anni, una grande somiglianza col calciatore Destro del Bologna: "Oggi sono andato a Milano e ho messo nero su bianco. Da lunedì mi cambierà un po' la vita per quanto riguarda l'aspetto professionale, ma non posso non pensare a quanto il Rosta sia stato importante per me in questi 17 anni. Sono cresciuto anche, e soprattutto, in questa società. E' stato tutto magnifico. Qui ho anche tagliato l'erba e pulito le maglie, in tutto ciò che ho fatto sono certo di averci messo il cuore. Se chiudo gli occhi penso ai miei compagni di squadra, che ora sono i miei amici e fanno parte della mia vita fuori dal campo. Poi mi viene in mente la finale playoffs di Alessandria contro il Savoia, un salto in Promozione straordinario con il 4° posto in classifica e 4 vittorie esterne ai playoffs". Una favola.

E ancora: "Non posso non ricordare i tanti gol alla Bvs, quando forse i derby tra noi e loro erano un'altra cosa, e i tanti allenatori che ho avuto, da Chillè, Macciola e Madaffari a Gousse, Bovolenta, Marrese, Cario e Monfalcone. Nell'ultimo anno e mezzo purtroppo si sono alternati ben otto allenatori, forse è finito un ciclo e spero tanto che Rosta risalga la china. Il presidente Mirisola, col quale ho condiviso tutto da quando è arrivato in via Ponata, lo merita e se si dovrà ripartire dalla Seconda Categoria, pazienza. A Rosta c'è un esercito di tesserati, arriveranno tempi migliori magari con nuovi giocatori dai settori giovanili. Per ora penso a domenica. Spero di chiudere la lunga esperienza con una vittoria e magari con un gol, ma al di là del risultato saranno 90 minuti veramente emozionanti per me...Mi passeranno in testa mille ricordi di un pezzo di vita".
Un pezzo di vita a tinte biancorosse.

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