Festa Avigliana: è Seconda Categoria. Quaterna di Cario nel 6-0 alla Crocetta. Videogol, cronaca e foto

AVIGLIANA, FAVOLA A LIETO FINE: ARRIVA IL TITOLO!

La festa, la quaterna di Cario. Arbitro, disastro in una gara facilissima

Cario, Bonino e Avitabile
Cario, Bonino e Avitabile

27 marzo 2017 - di Michele Rizzitano

 

AVIGLIANA-CROCETTA 6-0 - L'Avigliana vince il campionato di Terza

Avigliana: Avitabile, Alessandro Buttà, Bergeretti, Bonino, Gianna, CChemello (8' st Martino), Pedicone (18' st Ferraris), Celenza (24' st Losasco), Stoppa, Floristeanu (33' st Francesco Buttà), Cario (41' st Mazepa). All.: Paolo Campana. A disp.: Paladino, Barillaro.

Crocetta: Bortolotto, Vincis, Serra, Lampitelli, Casasanta (31' st Tereziu), Raschella, Filomena (35' st Spagnoletti), Battaglia, Masella (34' st Armitano), Piazza, Prina (17' st Ferrera). All.: Tereziu.

Arbitro: Scaraffia di Torino.

Reti: 3' st , 12' st, 24' st e 36' st Cario, 16' st Martino, 46' st Buttà.

 

Il titolo all'Avigliana, che festeggia il salto dalla Terza alla Seconda Categoria: il giusto epilogo di una favola iniziata l'anno scorso con un campionato dominato e poi sfuggito di mano nelle ultime giornate. Gli orange non si sono abbattuti: il presidente Viglietti e mister Campana hanno ricompattato l'ambiente gestendo alla grande un organico quasi imbattibile, che ha collezionato 15 vittorie, 3 pareggi e un solo ko in 19 gare. Un collettivo che chiude la stagione laureandosi campione con 3 giornate di anticipo, ancora tutte da giocare verso nuovi record.

 

Lo show decisivo ha un pizzico di pepe che non guasta. Tutti si aspettavano una facile vittoria dell'Avigliana contro il "malcapitato" Crocetta, a lungo squadra peggiore d'Italia con 128 gol subiti e appena una vittoria dopo mesi e mesi di digiuno. Invece...

La notizia è lo 0-0 del primo tempo: un applauso alla Crocetta, che ricordiamo essere una squadra di giovani e di over 40/45 anni costruita per pura passione e senza pensare minimamente ai risultati (per questo è stata a lungo seguita da "Quelli che il Calcio..."). L'Avigliana ha sparato cannonate da tutte le parti ma nei primi 45 minuti si è dovuta arrendere alle grandi parate del portiere ospite Bortolotto e ad una traversa. Cario, Chemello, Floristeanu, Bonino e Celenza hanno più volte sfiorato il vantaggio su azione e calci piazzati.

 

Nella ripresa un altro film: 6-0 in 45 minuti. Il portiere-capitano Avitabile, Gianna, Bergeretti, Pedicone, Stoppa, Buttà e compagni di squadra alzano i giri del motore, spostando in avanti il baricentro e sganciando inserimenti da tutte le parti. Non c'è più partita.

Cario apre le marcature al 2' st con un missile su punizione all'incrocio dei pali. Meraviglioso 1-0. Al 12' ecco il raddoppio con un tocco di testa su cross dalla destra. 2-0. Poi è il classe 1998 Gabriele Martino a fare tris con un incursione centrale e pallonetto a Bortolotto. 3-0.

Giuseppe Cario è scatenato, alterna dribbling a mezze rovesciate e in una di queste occasioni disegna il 4-0 al 24' st. La cinquina è ancora di Cario, devastante: piattone sotto la traversa al 36' st.

Chiude le marcature con un'incornata vincente Alessandro Buttà su corner. 6-0.

 

Parte così la festa: cori da stadio, mucchi selvaggi sotto la tribuna, maglietta celebrativa e gioia alle stelle per il gruppo orange negli spogliatoi.

Il presidente Luca Viglietti: "Siamo tutti molto felici. Il successo è arrivato per merito di tutti, dai dirigenti allo staff, dai volontari della società ai giocatori, anche quelli che non hanno giocato per vari infortuni come Molinaro, Carlini e Rossi".

 

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A breve la fotogallery

 

Un'annotazione finale riguardante l'arbitro Scaraffia di Torino, che ha dichiarato ai giornalisti presenti di "...farsi inserire come massaggiatori nelle distinte, altrimenti niente ingresso in campo" oltre a ribadire ad un collega che "...se Lei non è d'accordo non entrerà sul terreno di gioco". Poi ha messo in atto un appello negli spogliatoi che ha coinvolto, con tanto di riconoscimento, i giornalisti. Va bene tutto, ma passare "abusivamente" per massaggiatori dopo quasi 20 anni di carriera giornalistica per entrare in campo...

Il siparietto al quale abbiamo partecipato con sarcasmo, ma senza polemiche per evitare di coinvolgere le squadre in quel momento, è terminato con serenità ma rappresenta una novità assoluta degli ultimi 20 anni di calcio piemontese ed è un calcio alla professionalità di chi voleva raccontare una festa sul web e sui giornali del lunedì con articoli, foto e filmati. E' mancato il senso di responsabilità, la conoscenza delle deroghe sugli accessi ai campi di calcio e soprattutto la comunicazione. Ah, che tasto dolente in questo calcio piemontese e nel rapporto arbitri-giornalisti, arbitri-giocatori. In ogni caso non demordiamo, portiamo avanti i nostri obiettivi (avvicinare le parti) e per esempio possiamo raccontarvi di aver parlato telefonicamente con un direttore di gara di Promozione, mettendololo poi in contatto con un giocatore da lui espulso soltanto poche settimane fa (ricordiamo che gli arbitri non possono rilasciare interviste, lo abbiamo fatto per dovere e non per scrivere un articolo). Una storia a lieto fine, due chiacchiere serene tra persone che operano in ambiti molto diversi e delicati dopo tante polemiche a seguito di alcune decisioni arbitrali, risultate poi correttissime.

Scaraffia? Ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare: la gestione delle persone, la puntualità nell'inizio del match (fischio d'avvio alle 14.49 invece che alle 14.30, come se niente fosse), la direzione tecnica (assegnati gol in fuorigioco di 2-3 metri, dimenticata spesso la norma del vantaggio, invertite le rimesse laterali, concessi inutili minuti di recupero sul 6-0, infine non si è preoccupato che i fotografi avessero la pettorina arancione come i giocatori poco distanti, questo sì che poteva essere un problema nel rischio di confondersi). Non esiste dire "...ma tanto si trattava di Terza Categoria": quei giocatori hanno la stessa passione dei colleghi di serie D, le loro storie vanno diffuse e valorizzate in qualunque categoria e ogni evento sportivo ha una sua platea che merita il massimo senso di responsabilità (150-200 persone presenti, oltre ai lettori dei giornali, al pubblico del web e dei social e ai giornalisti).

Un'unica fortuna, quella dell'arbitro: è stata una goleada, una partita corretta, una festa.

Scriviamo queste parole con uno scopo costruttivo, sperando che qualcuno ai piani alti prenda nota: al di là del trattamento subìto, che non ha fatto di certo piacere a noi e ai due colleghi presenti (presenze "storiche" nel giornalismo piemontese), siamo certi che il direttore di gara abbia bisogno di tanta formazione ed esperienza e che sia un rischio fargli arbitrare partite importanti, con punti in ballo decisivi, in Terza Categoria. Se qualcuno può dimostrarci il contrario o fornirci ulteriori informazioni in merito siamo ben lieti di ascoltarlo e di pubblicare le sue parole (scrivici).

di Boetto Ivan & C.

Tel. 011-8240169

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