"LE DIMENSIONI CONTANO". Saluzzo-Chisola, Allievi 2000. Incredibile: porte troppo basse, non si gioca

SALUZZO-CHISOLA: "LE DIMENSIONI CONTANO"

Storia incredibile: porte troppo basse, poi si scava troppo e...

6 aprile 2017 - di Michele Rizzitano

 

E' proprio il caso di dirlo: le dimensioni contano e i centimetri fanno la differenza. No, non siamo a Zelig e i doppi sensi non c'entrano.

Con ironia si potrebbe dire: svelato il clamoroso mistero. Ecco perchè tutte quelle traverse colpite sul campo del Saluzzo negli ultimi tempi...

 

Siamo a Saluzzo-Chisola degli Allievi 2000 Regionali girone D: una storia clamorosa, tutta da raccontare. Una partita mai giocata. Le porte di gioco erano infatti troppo basse e così, armati di pala, alcuni dirigenti hanno fatto di tutto per creare le giuste distanze tra la terra fangosa e la traversa (2,44 metri, ma anche con due centimetri in meno si sarebbe potuto giocare). Solo che, come dicono gli ospiti, "...quello scavo anche a causa della pioggia è diventato una trincea, tanto da costringere l'arbitro a preservare l'incolumità dei giocatori non facendo disputare l'incontro". E così tutti a casa.

Il finale? Ve lo sveliamo subito: 0-3 per il Chisola a tavolino dopo il reclamo presentato dagli ospiti, tra i quali c'era presente anche il ds Francesco Sellitti. Così ha deciso ieri sera il Giudice sportivo nel comunicato Lnd. Nel ripercorrere quanto successo in questa storia meravigliosa ci siamo fatti aiutare dai dirigenti Antonello Olivesio del Saluzzo, spalatore per un giorno, e da Piergiorgio De Simone del Chisola.

 

A Saluzzo è domenica mattina. Diluvia. Una trentina di ragazzi e i rispettivi genitori si alzano presto per la sacrosanta processione verso i campi da gioco. Per il Chisola il viaggio di andata e ritorno verso Saluzzo significa fare quasi 100 chilometri (per non giocare).

Prima della partita il Chisola fa un giretto sul campo. Ed è qui che succede l'impensabile. De Simone: "Siamo passati vicino alle porte e il nostro portiere che è alto un metro e 96 centimetri si è accorto che allungando il braccio c'era qualcosa di strano. La mano superava la traversa di almeno cinque centimetri...Lui passa ore e ore tutte le settimane là sotto, era certo che la porta fosse molto più bassa della misura consentita di 2,44 metri". Versione diversa, quella del Saluzzo. Olivesio: "Da ciò che abbiamo appreso loro sapevano tutto della nostra porta, che è così da tre anni. Sono stati i 2001, che avevano giocato a Saluzzo la settimana prima, ad avvertirli". De Simone ci dice: "Scusi, ma secondo Lei noi facciamo 100 chilometri già consapevoli di non poter giocare, costringendo tutti i genitori ad un viaggio inutile in una domenica mattina di pioggia?". E' un dritto e rovescio stile tennis. Rispondono così da Saluzzo: "Al campo, comunque, dovevano presentarsi per forza...".

 

La questione della rotella metrica, cioè dello strumento per rilevare l'altezza della porta, è ancora più colorita e clamorosa. C'è chi dice che un genitore del Chisola, aggiungendo un "guarda caso", avesse questo strumento in macchina, ma c'è chi conferma come alla fine sia stato il manutentore del campo ad andare invece a prenderlo in magazzino. Pazzesco.

Insomma, alla fine l'arbitro effettua questa benedetta misurazione. Anche qui versioni diverse ed è tutta una questione di centimetri: secondo i locali 2,40 metri rilevati da un palo alla traversa e 2,37 metri dall'altroi, secondo gli ospiti e De Simone l'ultima misura era inferiore. E così partono i primi scatti fotografici. Sarà poi lo stesso Giudice sportivo a confermare che la misura rilevata era pari a 2,35 metri dal secondo palo alla traversa. Ancora De Simone: "Va bene la tolleranza e il buon senso, ma ci è sembrato un po' troppo per giocare una partita regolare".

Intanto spunta una pala. Si scava per mezzora per cercare di risanare tutto, mentre l'arbitro dice chiaramente agli ospiti che possono comporre una riserva scritta, cosa che poi faranno e che risulterà decisiva ai fini del punteggio di 0-3 a tavolino.

 

I titoli di coda sono epici. De Simone: "Dopo il lavorone si è effettuata una nuova misurazione, questa volta regolare, di 2,42 metri sotto la traversa". Il Giudice stesso scrive però dove sta il nuovo problema: "I lavori eseguiti, pur con encomiabile zelo, sortivano l'effetto di rendere impraticabile parte delle due aree di porta. Si è prodotto infatti un vero e proprio solco profondo tra i pali, tale da rendere pericoloso il terreno, non più livellato per gli atleti e in particolare per i portieri". L'arbitro si trova d'accordo con la riserva scritta degli ospiti e non fa iniziare la partita. Il Saluzzo è nero di rabbia perchè sa che si metterà male per le decisioni del Giudice sportivo, il Chisola pare abbia portato a casa anche qualche insulto da alcuni tifosi al campo.

 

Pensieri e parole finali, precisando che questa era una partita fondamentale meno per il Saluzzo (terzultimo) e molto più per il Chisola, terzo e ad un passo dalle battistrada Atletico Torino e Cuneo (per la fase regionale e nazionale passano solo le prime due).

Olivesio: "Che dire, bravo il Chisola ad accorgersi di tutto ciò. Le nostre porte sono le stesse da anni, probabilmente col maltempo si è sollevata la terra e ha ridotto le distanze dalla traversa. Certo, ha perso il calcio. Non c'è stata nessuna partita e non vedo come si possa essere contenti di vincere una gara in questo modo".

De Simone: "Non si tratta di buon senso. Ci sono le regole e vanno rispettate. E' come se una squadra giocasse 12 contro 11. Si può fare? No...Per di più torno a ripetere che per qualche centimetro nessuno si sarebbe accorto di nulla, il nostro portiere in primis, ma qui si è trattato di quasi 10 centimetri in meno del consentito". E allora sì, è tutto vero: anche nel calcio le dimensioni contano.

di Boetto Ivan & C.

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