Gabetto Sporting Venaria, la favola che (non) può finire. Mister Parisi: "Siamo ai playoffs ma..."

LA FAVOLA GABETTO SPORTING VENARIA NON PUO' FINIRE

Mister Parisi: "Siamo ai playoffs e vicini alla Prima. Ma..."

3 maggio 2017 - di Michele Rizzitano

 

"Mister, vieni a darci una mano". Un caffè, un ritrovo al bar, un'idea per dare slancio ad un club di Terza Categoria. E' così che nasce l'incredibile storia che ha come protagonista il tecnico Francesco Parisi e la piccola grande Gabetto Sporting Venaria, oggi ad un passo dal possibile salto in Prima con una qualificazione già in tasca nei playoffs (guarda la classifica).

 

C'è un problema, però...il futuro della società è fortemente a rischio perchè il suo mitico "patron" Alberto Mendolia (over 80) ad oggi è malato e non riuscirà a dare seguito ad una matricola con oltre 30 anni di storia.

Questa è una storia che però non può finire. La storia di una società "a zero euro" dove 2-3 dirigenti sono i veri pilastri assieme alla squadra: si lavano le maglie, si affitta il campo, si comprano i palloni, ci si occupa di partite, comunicati e distinte. Tutto in modo genuino e artigianale. Questo è il calcio da salvare, puro e lontano dal dio denaro. Lo sport dei sacrifici e della passione incondizionata.

 

Mister Parisi, la Prima Categoria potrebbe arrivare tramite playoffs ma cosa vi servirà poi per andare avanti? "La passione non ci manca, cercheremo di fare i miracoli. Con 5000 euro una Prima si può fare considerando iscrizione, palloni, tute, affitto del campo e tante altre cose. Certo, servirà una mano, anche solo per l'iscrizione al campionato...Chiunque si farà avanti sarà ben accetto, anche dovessimo continuare in Seconda. Nessuno vuole che lo Sporting Gabetto Venaria scompaia, lo dobbiamo al presidente Mendolia che in questi anni ha fatto di tutto per mandare avanti la società".

Tutto è nato, per te, da quel famoso caffè...: "Sì, io ho giocato qualche chilo fa anche in Pro Vercelli, Savona e molti altri club...Arrivo dal campo, ma oggi sono un papà e ho il mio lavoro. Vivo il calcio con entusiasmo anche nel dilettantismo. I ragazzi mi hanno chiesto di dare una mano e tre anni fa abbiamo vinto il campionato. Poi ci siamo salvati in Seconda. Quest'anno, invece, è arrivato un gruppo di giocatori forti dall'Orione Vallette come bomber Giodetti, Coniglio, Costantino, Lo Buono e molti altri. Piedi buoni, polmoni e tanto cuore. Tutto ciò ben si è sposato col mio gruppo, perchè c'era già una bella ossatura. Ora siamo lì, ai playoffs che giocheremo in tutti i casi sempre in casa. La prima partita sarà con l'Ardor, ma ci siamo piazzati nonostante le scarsissime risorse dietro a vere corazzate come Cafasse e Venaus. Il salto in Prima di quest'ultima ci autorizza a giocare contro la sesta". (classifica Seconda E)

 

I giovani e il simbolo: "L'emblema e l'anima della squadra non può che essere Gianluca Rivetti, over 40 e sempre presente ad ogni allenamento. Un mito. Tutti i nostri giovani sono bravi, si impegnano e danno il cuore sul campo. Non potrei mai fare singole citazioni...Ora continueremo il nostro sogno ai playoffs, poi noi tutti speriamo di poter dare continuità a questa società. Da soli, senza presidente e senza aiuti esterni, rischiamo di non farcela...".