Montatese in Promozione. Ienco, da Palmi in Calabria al profondo cuneese tra lavoro e pallone

IENCO: "SUCCESSO STORICO, TRA 20 ANNI RICORDEREMO TUTTO"

Montatese in Promozione, la storia di un viaggio Calabria-Piemonte

IL FILM DELLA PARTITA

16 maggio 2017 - di Michele Rizzitano

 

FINALE COPPA PRIMA CATEGORIA VALDRUENTO-MONTATESE 1-2

(FOTO E CRONACA, CLICCA QUI)

 

Tanti sogni, una valigia e il costante pensiero alla propria terra: un calabrese che parte per cercare fortuna al Nord Italia o all'estero lo puoi descrivere così. Semplice, no? Te lo immagini lì, alla stazione, coi parenti che chiedono di essere avvertiti appena il treno arriverà (e te lo ripetono almeno cinque volte), con le valigie piene di cibo, con gli occhi un po' lucidi che guardano il mare dal finestrino. Succede così quando si lascia il cuore da qualche parte.

 

Una storia in fotocopia. E' successo (purtroppo o per fortuna, quasi sempre per necessità) a migliaia di persone dagli anni '60 ad oggi. E' successo anche a Michelangelo Ienco, 35 anni, uomo di Calabria della Montatese emigrato 10 anni fa in Piemonte, originario di Palmi e giocatore più "vecchio" della squadra gialla dopo l'eterno Stefano Giusti, match winner, capitano e trascinatore.

 

La sua squadra, il piccolo grande club di Monta d'Alba (5000 anime nel cuneese), ha appena fatto la storia: prima volta in Promozione, prima volta con la Coppa Piemonte al cielo.

Ecco Ienco ai nostri microfoni: "Per settimane prima della finale contro il Valdruento ho pensato soltanto a una cosa e l'ho detta ai miei compagni. C'è solo un modo per ricordare tutto tra 20 anni e per far sì che molti si ricordino di noi, non solo in questo paese. Questo modo è vincere. Ebbene, ci siamo riusciti...Sono sicuro che quando avremo 50-60 anni molti di noi ricorderanno tutto di questa partita. Il primo gol, il primo fallo, il primo corner, quella marea di gente che ci ha sostenuto...". Brividi.

Il calcio si incastra come un puzzle perfetto nel lavoro di tutti i giorni. E' passione, è condivisione, è lotta. E' vita. Quando si vince è ancora tutto più bello. Ienco passa ai ringraziamenti: "Ai miei compagni di squadra, alla società che non ci ha fatto mancare nulla, al mister Battaglino, ai dirigenti e agli splendidi tifosi. Un immenso grazie...".

 

Un trionfo, quello della Montatese, che a Ienco ha fatto venire in mente una storia di 17 anni fa: "Era il 20 maggio 2000 e quel giorno con la Palmese vincemmo la Promozione guadagnando l'Eccellenza sul neutro di Vibo Valentia contro la Rosarnese. Anni in cui vivevo ancora in Calabria, anni da giovanotto magari più spensierato, anni di serie A per la mia Reggina. In questi giorni ho sentito tanti amici palmesi, tutti felici per me. Ringrazio tutti e saluto soprattutto quelli del Team Passione Pesca (tramite Facebook sono arrivati anche i like per le foto del trionfo da parte di Domenico Fiorino, super-bomber della Palmese, idolo cittadino, nda). Io un giorno ho dovuto prendere la valigia e partire, ma solo per lavoro. Da buon calabrese sono 10 anni che casa mia è la casa di tutti e oggi c'è gente in città che mi parla pure in dialetto. Il calcio? Ho sempre giocato e così ho continuato a Montà, una Polisportiva bellissima grazie alla quale sono nate nuove amicizie. Il mio sogno? Tornare giù al più presto, facendomi magari trasferire. In Piemonte non mi manca nulla, anzi, forse adesso ho più amici qui. Ma quella è casa mia e quel mare mi manca tantissimo...". E' il mare di Palmi, la città della Varia (patrimonio Unesco) e dello Scoglio dell'Ulivo.

 

Ienco sulla partita: "E' stata bella e intensa. Siamo andati bene nel primo tempo, abbiamo dosato forze ed energie e nella ripresa ci siamo affidati a chi poteva spaccare la partita come Rosso, Grosso e Veglio. Non volevamo subire gol e invece ci siamo messi a rincorrere il pareggio fino a quella mischia finale. Immagino come possano stare i giocatori del Valdruento. Li saluto e li abbraccio, perdere così fa male. Mi hanno molto impressionato Negretto per la sua tecnica e carisma e Nicolè per l'incredibile cambio di passo che ha".

 

Tanti segni del destino in questo successo della Montatese. Ienco: "Sì, una marea di segnali. Prima siamo passati come migliore seconda, poi siamo passati per differenza reti senza nemmeno giocare a seguito di una partita che ha auto-eliminato le nostre rivali nel girone, poi abbiamo buttato fuori una big come il Cit Turin ritrovandoci in finale...A quel punto ci abbiamo creduto per davvero. E anche in finale sono successe cose emblematiche...Per esempio ho detto ad Alessio Grosso "entri e la risolvi tu...". E' andata proprio così. E poi quegli errori del Valdruento che ci hanno tenuto in partita quando sembravamo affondati, quel gol dell'1-1 al 91', quei momenti dove pensavamo ai rigoristi, quel penalty di Giusti che aveva giocato tanti anni proprio a Grugliasco e che ha deciso una partita storica prima di smettere di giocare... Sequenze di un film perfetto".

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