La favola di Alessandro Gilardi, dall'Eccellenza con l'Albese all'esordio in B (passando dalla Germania...)

GILARDI, DALL'ECCELLENZA ALL'ESORDIO IN B

Papà meccanico, una settimana in Germania: "Mai mollare"

FOTO FC PRO VERCELLI
FOTO FC PRO VERCELLI

21 maggio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Storia meravigliosa che arriva dal basso, dal cuore del calcio dilettantistico piemontese. Una storia che parte da Torino e che arriva a Vercelli passando da Alba (Cuneo), Chieri e persino da...Kaiserslautern, sud ovest della Germania.

 

Stiamo parlando di Alessandro Gilardi, portiere classe 1995 nato a Moriondo Torinese che nell'ultima domenica del campionato in occasione del match in casa del Frosinone di Frara (altro giocatore diventato poi un simbolo della società laziale, partito anche lui da Ferriera nel torinese) ha fatto il suo esordio nella Pro Vercelli in serie B. Un piccolo grande sogno, anzi "...un punto di partenza", ci confida Alessandro.

 

Gilardi ha difeso per oltre 16 anni i pali nel settore giovanile del Torino fino alla Primavera (sempre titolare tranne che nella Final Eight, saltata per infortunio) passando poi all'Albese, al Bellinzago ("Isola felice in quegli anni...", racconta Alessandro) e al Chieri tra Eccellenza e serie D.

Poi una settimana incredibile. Gilardi: "Sono partito per un'esperienza in Germania. Potevo allenarmi al Kaiserslautern e ho detto "ci provo, mi metto in gioco...". Pochi giorni dopo il mio arrivo e prima della firma, però, è suonato il telefono. Era la Pro Vercelli, dove avrei potuto ritrovare Moreno Longo che conoscevo da tre anni avendomi già allenato negli Allievi Nazionali e nella Primavera del Torino. Così sono tornato indietro, deciso a farmi notare dalla dirigenza a Vercelli giocandomi le mie chance in tutti gli allenamenti".

Domenica l'esordio: "Un'emozione speciale. Questo è un punto di partenza avvenuto in una società stupenda, sana e pulita. Una grande famiglia. Cosa mi sento di dire ai colleghi del calcio dilettantistico? Mai mollare. Mai...Anche io per diversi periodi ho pensato di smettere e di tornare a dare una mano, non più saltuariamente ma tutti i giorni, nell'azienda meccanica di mio papà. Quando si passa dalla serie D arriva sempre un bivio per un calciatore, perchè bisogna capire realmente quanto e come il calcio possa darti da vivere. Io ho dato l'anima in tutto ciò che ho fatto e continuerò così. Tra pochi giorni incontrerò la Pro Vercelli per definire il mio futuro, credo e spero di potermi giocare il posto in questa fantastica società".

 

Gilardi e il gruppo della Pro: "E' davvero molto unito. Nei momenti difficili se non sei squadra non hai scampo...Noi abbiamo dimostrato di esserlo anche nei periodi nei quali i risultati stentavano ad arrivare. I leader? Sicuramente Mammarella, un vero trascinatore, Legati, un giocatore che si fa sempre sentire anche in silenzio, Budel, Bianchi, Vives...Cinque-sei senatori hanno preso in mano lo spogliatoio e i giovani hanno fatto la differenza. Il mix è stato perfetto. Si è creata una mentalità positiva".

Ricordi all'Albese: "Tanti...Quando avevo 16 anni in porta c'era Baudena, in difesa Maglie, a centrocampo Nebbia che ora gioca all'Ivrea, in attacco bomber Gai. Si puntava alla serie D, c'era il mitico direttore sportivo Isoldi. Mi fa piacere che si siano salvati, Alba è un grande polo calcistico e non avrebbe meritato una retrocessione in Promozione".

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