L'assurdità: l'Union Susa costretto a lasciare Susa. Il pres Casciello: "Senza alternative"

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SUSA E L'UNION, SEPARATI IN CASA: MIGRAZIONE

Casciello: "C'è amarezza. Zero dialogo con l'amministrazione"

16 giugno 2017 - di Michele Rizzitano

 

Dai salti di gioia sul campo di Mazzone davanti alla squadra in festa per l'Eccellenza ai salti...geografici estivi: ecco l'attualità dell'Union Susa, che al 99% perderà "Susa" nella sua prossima denominazione e che si trasferirà come quartier generale tra Bussoleno, Bruzolo e Chianocco per dare vita a nuove forme del consorzio.

 

Cosa è successo: l'Union Susa rimprovera il Comune di non aver creato un tavolo di trattative e di aver fatto di tutto per impedire al club di continuare a fare calcio in città nonostante Susa, grazie a leggendari numeri della prima squadra (record di punti in Promozione dal 2001, superate oltre mille squadre), abbia ricevuto le attenzioni di tutto il Piemonte calcistico nell'ultima stagione. L'Amministrazione, a sua volta, avrebbe voluto un impegno più attivo in città per quanto riguarda le giovanili e la Scuola Calcio. Ma tutto ciò ha un costo e senza aiuti (e con poco dialogo) trovare un punto d'incontro è dura...

 

Il presidente Vincenzo Casciello: "Sì, spostare più squadre delle giovanili a Susa per noi ha un costo e un mese fa ci siamo ritrovati con 15mila euro di spese in più in prospettiva per affrontare l'Eccellenza tra rimborsi, trasferte, pullman, pranzi fuori...Personalmente ho vissuto senza bere 15 giorni da vero ubriaco di felicità. L'Eccellenza qui non è un peso, ma un incredibile gioia e soddisfazione che avremmo voluto continuare a vivere a Susa. Penso che nessuno dei nostri dirigenti possa brindare ad una stagione più incredibile di quella appena chiusa, perchè abbiamo fatto la storia. Un'annata irripetibile, record su record, il titolo, l'imbattibilità interna dal novembre 2015...Ma oggi dobbiamo anche fare due conti...".

L'inizio della storia: "Tutto è partito nel marzo del 2016 quando l'Amministrazione ci ha chiesto maggiore attività in città in relazione alla Scuola Calcio, spostata in altre cittadine. In cambio la proposta era quella di un piccolo contributo e della gestione di un campo di calcetto. Niente di tutto ciò è accaduto e siamo andati avanti facendo il minimo indispensabile per non sforare con i nostri costi. A Susa sono rimaste Juniores e Prima Squadra. E questo perchè non c'è stato dialogo, non è stato fatto nulla per darci una mano a fronte di spese per le utenze altissime. Un esempio? 400 euro di bolletta per la luce, quota fissa minima al mese anche senza toccare l'interruttore. A questo punto una società cosa fa per sopravvivere? Taglia dove può...Abbiamo visto l'Amministrazione in passerella soltanto all'ultima giornata, dove ci sono state strette di mano per tutti. Noi abbiamo detto chiaramente "vogliamo stare qua, ma non ce la facciamo...". Ebbene, non siamo mai stati più contattati per parlare e con sorpresa dopo aver ricevuto i complimenti allo "Sportiamo" pochissimi giorni dopo prendiamo atto che è già pronta una nuova società a Susa, l'Unione Sportiva. E quindi...ci si fa carico di un nuovo progetto ma non si riesce a confrontarsi per portarne avanti uno già ampiamente avviato? Ci sembra strano".

 

Ancora Casciello: "Riteniamo di aver fatto tanto per Susa e per riportare in città tanti giocatori di Almese, Avigliana, Bussoleno...E' vero, come dice qualcuno la maggior parte di noi non abita a Susa ma nei comuni limitrofi. Ma questo cosa c'entra? Se si voleva dare più fiducia per un nuovo progetto bastava dirlo, così siamo stati praticamente accompagnati alla porta e il bello è che su qualche giornale siamo passati noi per quelli che se ne stanno andando. Cosa dovevamo fare? Io non sono mica contento, c'è amarezza e dispiacere per questo trasferimento. Abbiamo chiesto aiuto, le risposte sono state zero. Anche il compenso del Comune per la manodopera e manutenzione sul campo, dove avevamo un rapporto solo con l'ente che gestiva direttamente la convenzione, dal 2001 non è mai cambiato. I tempi invece sì, sono cambiati...". E per rendersene conto basta sfogliare l'home page tra mancate iscrizioni e fallimenti: i biancorossi ce la faranno a dare continuità al calcio, ma facendo le valigie...

di Boetto Ivan & C.

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