Intervista esclusiva a Carlo Nesti! L'informazione sportiva, ricordi, sogni, calcio-nostalgia...

INTERVISTA ESCLUSIVA: CARLO NESTI!

Un totem del giornalismo sportivo si racconta su Sportovest

11 luglio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Un piccolo regalino per voi lettori. Sì, perchè oggi sono passati esattamente 35 anni da quella serata che vide l'Italia trionfare in Spagna nel 1982: la voce di Martellini, l'urlo di Tardelli, il 3-1 alla Germania. Brividi veri. Gli Azzurri non vincevano un Mondiale dal 1938 e quella sera è scolpita nella memoria di tantissimi appassionati di calcio.

 

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Ed è questa la parola-chiave che ci porta oggi da Carlo Nesti per un'intervista esclusiva. Nesti: uno storico telecronista Rai che vive sempre con grande emozione e passione il mondo del pallone, uno scrittore, un opinionista, la voce di trionfi italiani come quelli dell'Under 21 negli anni 1992-1994-1996, la prima voce che udimmo quel 17 luglio 1994 quando prima di raccontare Italia-Brasile, finale dei Mondiali negli Usa, Bruno Pizzul fu..."sequestrato" dalla polizia americana per un controllo burocratico lunghissimo che ritardò il suo "live". E allora fu Nesti, seconda voce, a partire in diretta Rai.

Di più: Nesti ha vissuto da protagonista evoluzione e cambiamenti del mondo della comunicazione giornalistica partendo dai primi pezzi su carta stampata, passando alla radio, alla tv e sbarcando (come precursore) sul web col suo "Nesti Channel". Anche questa piattaforma ha cambiato pelle e casa, passando da un sito a piantare le tende su Facebook. Inevitabile. Informazione, interazione con dirette "live", coinvolgimento dei lettori con zoom su Juventus e Torino: oggi materia assimilata un po' da tutti, ieri novità rivoluzionarie.

Nesti da piccolo negli anni '70 aveva un sogno: realizzare una sorta di "Tutto il Calcio Minuto per Minuto" tra i campi del dilettantismo. Non esistevano cellulari, le radio avevano funzioni limitate e in tv non c'erano...i replay. In questa intervista ci racconterà tutto!

 

NESTI, I CAMBIAMENTI NELL'INFORMAZIONE SPORTIVA E...UN SOGNO

 

Carlo, innanzitutto grazie per la tua disponibilità: "E' un piacere raccontarmi su questo sito. Quello che immaginavo e sognavo negli anni '70 oggi c'è ed esiste. Lavoravo a "Radio Proposta", che trasmetteva addirittura dal solaio della Chiesa della Consolata. Il sogno era quello di accorpare le varie emittenti in un unico pool radiofonico che dirigesse il traffico di notizie e le cronache delle partite locali. Lo stesso lavoro è stato portato avanti dalla Rai tra gli anni '80 e '90 con mezzora dedicata in televisione allo sport regionale e con altre iniziative. Sono felice del fatto che oggi anche gli appassionati di calcio dilettantistico possano usufruire di risultati in tempo reale, ma soprattutto che possano leggere notizie ed interviste che li riguardino, con frequenza quotidiana. E' una rivoluzione. Credo che l'Eccellenza, la Promozione e le categorie minori permettano agli appassionati un contatto reale e più genuino con gli ambienti sportivi. Tutto ciò è fondamentale in un'epoca di overdose televisiva e di valori da recuperare. Chiaramente più si va verso il basso nelle varie categorie, più ci si avvicina a quei valori di base che il calcio-business sta perdendo di vista".

Hai usato un termine che ci incuriosisce, "rivoluzione": "Certo, perchè idee geniali ce n'erano già allora. Ricordo perfettamente l'esperimento di Paolo Valenti, il padre di 90° Minuto, nei primi anni '70. Io andavo a scuola essendo del 1955. Anche lui può essere definito un visionario. Ad un torneo giovanile organizzato al Barcanova ci fu infatti il suo primo storico tentativo di trasmettere in contemporanea le partite in diretta. Vuoi sapere perchè fallì? Perchè non esistevano i replay...Ebbene, oggi sembra assurdo, ma quando ad un telecronista passavano la linea magari il gol era stato già segnato e gli spettatori in televisione potevano assistere solo agli abbracci e alle esultanze. Un sabato in particolare è scolpito nella mia memoria, perchè quel giorno in tutti quei vari collegamenti su più partite non si riuscì a trasmettere neanche un gol...". Fa sensazione sapere tutto ciò nel 2017, tempi in cui Sky, Rai e Mediaset propongono i replay, naturalmente, pochi istanti dopo un'azione di gioco.

 

NESTI E IL CALCIO-NOSTALGIA DEGLI ANNI '80 E '90

 

Carlo Nesti, figura di riferimento a livello televisivo in Rai negli anni '80' e '90, è stato ospite di recente ad un grande evento organizzato dagli amministratori della pagina Facebook "Serie A - Operazione Nostalgia".

Carlo, raccontaci tutto: "Una bellissima iniziativa. A mio avviso dobbiamo tutti andare oltre la parola "nostalgia", che all'apparenza evoca soltanto qualcosa di dolcemente triste. Ci sono valori da conservare in tutti i settori della vita, non solo nel calcio, ma questi valori non devono rimanere legati al passato. Sono eterni. Per questo vanno ancora rincorsi, trasformati, rinnovati ed attualizzati. Se penso al mondo del pallone credo che la gente abbia ancora voglia e soprattutto bisogno di credere nei veri miti dello sport. Ecco perchè il raduno di Operazione Nostalgia ha avuto successo. Il tifoso è un sentimentale e sempre tale resterà. Ha bisogno di osannare e conoscere i beniamini, di far parte di un movimento, di creare e condividere lo spirito di aggregazione. Non meno importante può essere fare un selfie con un campione o dargli una stretta di mano. Il calcio-blindato e il calcio-business non aiuteranno il sistema a crescere. Il movimento a mio avviso non dovrà mai perdere di vista la passione dei tifosi, la bellezza delle piccole cose, la componente-gioco. Tutto ciò ha fatto sicuramente parte degli anni calcistici '80 e '90, che oggi ci fanno pensare a qualcosa, appunto, di dolcemente triste che non c'è più".

In tutto ciò cosa ne pensi della figura del procuratore? "Ecco, per rimanere in tema è qualcosa che sta creando dinamiche assurde, che non portano benefici al sistema. E' sempre più business e meno gioco questo calcio, per cui il rischio di creare sfiducia, diffidenza e di perdere senso di appartenenza c'è, eccome. Oggi tutti possiamo fare i procuratori e le regole del gioco non mi piacciono. Il verbo "lucrare" sta sostituendone un altro, "crescere". Da regolamento si dovrebbero diminuire le percentuali di guadagno dei procuratori sui trasferimenti, più che sugli ingaggi. Mi faccio una domanda. Che tipo di consigli a livello umano potrà mai dare un procuratore che ha come obiettivo principale quello che il suo assistito cambi maglia? Ben pochi. Non è un caso se Raiola, oggi, ha il peso in termini di spese per le casse di una società come se si trattasse di un grande giocatore".

 

QUI JUVE / QUI TORO: IL PUNTO DI NESTI

 

Tra i lettori di Sportovest ci sono migliaia di persone che tifano per le più grandi società sotto la Mole. Appena finiscono di giocare in Eccellenza o Promozione sono proprio quelli che chiedono in tribuna ai loro fan "quanto ha fatto la Juve? E il Toro...?".

Nesti sul momento della Juventus: cosa manca ai bianconeri per alzare quella Coppa? "Non credo che si debba parlare necessariamente di rafforzamento, perchè la Juve in finale di Champions ci è arrivata ultimamente più volte. Significa quindi che era all'altezza e, anzi, per 45 minuti tutti sappiamo che è stata superiore al Barcellona. Purtroppo il calcio non è l'atletica, dove un secondo posto vale l'argento. Nel mondo del pallone il secondo è il primo degli ultimi e questa cosa non mi è mai piaciuta. Credo che la Juve si sia mossa molto bene sul mercato con gli ingressi di Schick e Betancourt, oltre che con il riscatto di Cuadrado. Dopodichè si parla di Bernardeschi e Douglas Costa. Il primo a mio avviso sarebbe un acquisto eccezionale per la Juve. E' giovane, ha testa, gamba e tiro. E' perfetto per lo stile della Juve e può giocare in tre ruoli diversi. Douglas Costa lo ricordiamo tutti in quella partita Bayern-Juventus. Fece sfracelli".

I dubbi: "Ad oggi il vuoto lasciato da Vidal non è stato mai colmato. A mio avviso la Juve deve cercare un giocatore così incisivo e carismatico. Un'altra cosa che non mi convince è l'isolamento di Higuain. Ha bisogno di un giocatore più vicino a lui, su tutti Dybala, che non può sempre partire da metà campo dribblando tre-quattro avversari. Mi auguro che Allegri lavori in questa direzione. La difesa? Avrei provato subito a dare fiducia a Caldara, che per me è più forte di Rugani. Per Buffon e Barzagli il vero interrogativo è legato all'età anagrafica. Riportare a Torino Spinazzola dell'Atalanta sarebbe invece un gran colpo, ma non credo che Gasperini sia felicissimo di tutto ciò".

 

Il Torino, Cairo e il mercato. Nesti: "La gestione di Cairo avrà come sempre risvolti positivi e negativi per i tifosi granata. Da una parte si può dire che possano essere al riparo dagli incubi, perchè il Toro è ormai una consolidata realtà di serie A e non prende più l'ascensore per un sali-scendi dai cadetti. Dall'altra i tifosi sono anche al riparo...dai sogni. Cairo è un imprenditore modello, sa fare i conti meglio di chiunque altro collega inserito nel mondo del calcio ed è molto cresciuto professionalmente. Ecco, il Toro ad oggi non può crescere come il suo presidente. La sua idea è chiaramente quella di rafforzare sempre l'organico e in questo senso mi piace il suo lavoro. Ma mai lo ha fatto e lo farà  con grande rumore, salti in lungo o salti tripli. Sono contento che sia arrivato Sirigu, perchè in porta c'era bisogno di cambiare qualcosa. E poi tutto dipenderà da quei famosi 100 milioni di euro che, si dice, qualcuno potrebbe offrire per Belotti. Ma anche arrivassero questi soldi, adesso, sarebbe il momento sbagliato per spenderli visto che il mercato è in fase avanzata".

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