STATISTICHE CALCIO E INTERVISTE

gio

09

feb

2017

Luca Plano del Venaus a Sanremo tra gli "eroi del quotidiano": "Orgoglioso di fare il Vigile del Fuoco"

PLANO, DA VENAUS A SANREMO

9 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Carlo Conti e Maria De Filippi li hanno definiti "eroi del quotidiano". Nella prima serata del 67° Festival di Sanremo sono saliti sul palco dell'Ariston alcuni rappresentanti di

Croce Rossa, Guardia di Finanza, Soccorso Alpino, Dipartimento Protezione Civile, Forze Armate e Vigili del Fuoco. Tra questi ultimi c'era anche una bandiera del calcio dilettantistico a nord ovest: Luca Plano del Venaus, 41 anni e non sentirli, una lunga carriera nel mondo del pallone in valle Susa.

 

Plano opera da 16 anni nei Vigili del Fuoco, oggi con base a Susa, ed è stato impegnato nei soccorsi a Rigopiano, argomento che però in accordo con l'Ufficio Stampa del Corpo non possiamo approfondire nei dettagli.

Ma Luca era lì, davanti ad 11 milioni di persone, a rappresentare una professione ed un modo di vivere: 10 minuti (i più "carichi di audience" della prima serata) che la Rai ha giustamente dedicato agli eroi del quotidiano, quelli ai quali non servono copertine o ricompense, quelli che salvano vite o che magari compiono gesti e azioni semplici, ma fondamentali per la vita degli altri.

 

Luca, ti abbiamo riconosciuto...Che emozione è stata? "E' stata una giornata bellissima a partire dal pomeriggio, quando abbiamo fatto le prove. Siamo stati accolti alla grande da Carlo Conti, Maria De Filippi e tutta la produzione. Sono stati scelti alcuni rappresentanti ed un portavoce per i diversi dipartimenti, mi ha fatto molto piacere metterci la faccia perchè sono orgoglioso della professione che svolgo e di poter dare una mano agli altri. Vedere riconosciuto e apprezzato il nostro lavoro in un momento televisivo importantissimo come quello di Sanremo non può che essere uno stimolo in più per continuare a dare tutto noi stessi per chi è in difficoltà".

Sedici anni in questo settore: "Tantissime esperienze, per me una crescita personale, emozionale e culturale. Un vigile del fuoco affronta un sacco di situazioni, dalle più buffe a quelle gravi e molto serie. Bisogna essere pronti a tutto".

 

Siamo curiosi, che incroci hai fatto a Sanremo? "Alcuni artisti ci sono venuti a salutare e ringraziare, anche solo con un gesto veloce, come Raoul Bova. Un grande. Carlo Conti e la De Filippi sono stati gentilissimi, ci tenevano fortemente a quel momento. Poi ho visto la Mannoia, Giusy Ferreri e tutti gli altri...Sanremo accorpa i migliori talenti della musica italiana, non capita tutti i giorni di essere lì".

E Diletta Leotta? "Eh...che dire. Onestamente tanta, tanta, roba. Idem per la pallavolista Valentina Diouf, salita anche lei sul palco la prima sera, o Rocio Munoz Moralez".

 

Non possiamo non parlare di calcio e del Venaus, squadra formato paese. Plano ha iniziato a giocare proprio in questo club fino a 15 anni, poi Giaveno tra D ed Eccellenza, Borgone, DuebiSusa, SusaDuebi e SusaBruzolo. Infine, il ritorno a Venaus: "Sì, è una bella realtà. Qualche anno fa mi sono chiesto "ma è il caso di continuare?...". La risposta è sì, anche a 41 anni. Mi diverto ancora. Al campo c'è tutto il paese. E' un calcio genuino, lottiamo per piccoli grandi obiettivi come il ritorno in Prima Categoria".

C'è un 2° posto da difendere (classifica) a -4 dal Cafasse Balangero: "E' la squadra da battere. Li abbiamo battuti in Coppa, mentre in campionato ce le hanno suonate. Intanto mister Marrese sta facendo grandi cose, stiamo lavorando per non essere Bailo-Favro dipendenti e di alternative ce ne sono tante. Poi ci sono tanti nuovi giovani alla ribalta come il 2000 Logozzo. Bailo? Un giocatore straordinario. Di attaccanti ne ho visti passare tanti dalle mie parti, lui è unico. Se non avesse impegni di lavoro potrebbe giocare in altre categorie. E lui 20 gol te li assicura sempre...".

Ambizioni? "Speriamo di alzare la Coppa Piemonte, che significherebbe salire di categoria, ma comunque ci giocheremo tutte le nostre carte in campionato, eventualmente anche coi playoffs".

mer

08

feb

2017

Alessandro Frara da Ferriera, 400 presenze: "Quella sera in Champions, il Frosinone e un gol da brividi..."

FRARA, 400 PRESENZE: EMOZIONI E RICORDI

La Juve, la serie A e la grande scalata a Frosinone

8 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

E' iniziato tutto qui, alle nostre latitudini. Alessandro Frara da Ferriera, piccolo paesino tra Rosta e Avigliana, ha tirato i primi calci al pallone da piccolo proprio nel Pozzomaina. Poi una lunghissima trafila nella Juventus, i primi allenamenti con Del Piero, Davids, Montero e Zambrotta, la fascia di capitano nella Primavera, il campionato vinto, il debutto in Coppa Italia, il passaggio al Bologna di Cruz, Signori e Pagliuca (e intanto i primi esami a Scienze Politiche tra piazza Vittorio e Palazzo Nuovo a Torino) per una carriera che prende il volo e che raggiunge il top nel Frosinone. Da sei anni a questa parte il club laziale, oggi a -1 dal Verona capolista in serie B, è casa sua.

Sono passati 15 anni da quel Bologna-Roma 2-1, da quel debutto in serie A della squadra di Guidolin contro Fabio Capello, e il classe 1982 Frara, 35 anni a novembre, ha tagliato il traguardo delle 400 presenze tra i professionisti. Ci è arrivato passando dalla Ternana allo Spezia (2003-2008), dal Rimini al Varese (2008-2011), collezionando oltre 165 presenze a Frosinone, dove ha giocato in Lega Pro, serie B e A.

 

Alessandro, un traguardo importante. Se chiudi gli occhi e pensi al tuo grande percorso, cosa ti viene subito in mente? "Ci sono tanti momenti indimenticabili...Penso per esempio al 31 ottobre 2001 e al mio debutto in Champions League. Celtic-Juve 4-3. Rilevai Maresca e feci un ottimo quarto d'ora davanti a 60mila persone. Un'emozione incredibile...Quella è stata la partenza nel calcio che conta, un salto dal trampolino. Ho avuto la fortuna di partire dall'alto e questo ha creato grandi aspettative su di me". In campo in quella Juve di Lippi c'erano Del Piero, Nedved, Ferrara, Trezeguet. Che giocatori.

Il viaggio continua: "Non posso dimenticare nemmeno il debutto in A col Bologna il 14 settembre 2002. Eravamo 10 contro 11, subentrai nel finale e riuscimmo a vincere 2-1. E poi penso al mio primo gol in A il 1° novembre 2015 alla Fiorentina. Per il Frosinone quella gara è stata una disfatta, di fatti non esultai più di tanto. Mi sono però riscattato il 17 aprile 16 a Verona, con il gol-vittoria di testa al 90'...Un bellissimo ricordo. Con quella rete continuammo a sperare nalla salvezza".

Un momento, però, supera tutti gli altri per importanza: "Il 7 giugno 2014. Quel giorno segnai al 117' della finale playoffs che riportò il Frosinone in B contro il Lecce...". Una città in delirio, la dedica al papà Gianni (stimatissimo allenatore del calcio piemontese) scomparso qualche mese prima. Dice Frara: "Quel gol fu un segno del destino. Arrivò dopo mesi di grande sofferenza, fu come una liberazione per me". Ed ecco quell'istante...

A Frosinone mille soddisfazioni e anche un gol dell'ex alla Ternana: "Sono sposato con una ternana, ho giocato lì e ho la residenza a Terni. Ecco perchè anche quella volta esultai con compostezza...".

E' storia recente, invece, quel Juve-Frosinone 1-1 del 23 settembre 2015: pensate, dopo quel pareggio la Juve ha sempre e solo vinto (ben 28 volte) allo Stadium. Frara: "E' stata la serata del mio ritorno a Torino e in serie A, peraltro con la fascia di capitano. Ho avuto la possibilità di giocare davanti a familiari e amici e di esordire allo Stadium, visto che avevo sempre giocato al Delle Alpi. Una serata bellissima, la chiusura di un cerchio. Un pareggio che ancora oggi per il Frosinone è una sorta di primato...".

 

La carriera di un calciatore è fatta di alti e bassi e Frara lo sa bene: "Dopo le semifinali playoffs col Varese in serie B rimasi senza squadra non trovando un accordo economico con loro. E' stato un momento difficile, mi allenavo con la squadra dei disoccupati. In quel momento è arrivata la chiamata del Frosinone. C'era un progetto importante e un presidente ambizioso, di fatti negli anni successivi è stato tutto un crescendo fino allo storico salto in serie A. Oggi siamo di nuovo lì a lottare per la massima categoria e intanto c'è anche uno stadio nuovo in costruzione. Insomma, Frosinone è stata la mia rinascita e rappresenterà sempre qualcosa di speciale per me. Ho vissuto qui grandi emozioni e farò di tutto assieme ai miei compagni di squadra per riportare il club in serie A. Per me sarebbe un altro sogno che si realizza".
Alessandro, in futuro ti piacerebbe allenare? "E' presto per pensarci...In ogni caso sarei più orientato ad un incarico dirigenziale. Ma chissà...".

ven

03

feb

2017

Lorenzo Capello (San Maurizio), idee chiare a 19 anni: "Ho preferito Medicina e Chirurgia ai sogni da calciatore"

"COSA VUOI FARE DA GRANDE?"

Lorenzo Capello
Lorenzo Capello

3 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Lorenzo Capello, portiere del San Maurizio in Promozione B ieri ha sostenuto il primo esame di Chimica a Medicina e Chirurgia di Torino. Oggi vi raccontiamo la sua storia, che lui stesso ha definito "...alternativa".

 

Sì, perchè quanti sono i ragazzi che a 19 anni si allenano con la Primavera di una squadra professionistica (la Pro Vercelli, serie B) e che puntano tutto sul mondo del calcio? Tanti...

I sogni, certo. Ma anche la realtà. Lorenzo, fresco di esperienza alla Pro e di allenamenti al fianco di Pigliacelli (che oggi gioca al Trapani in B) dopo l'esame di maturità ha dovuto e voluto scegliere tra il calcio, il primo grande sogno, e la carriera universitaria a Medicina e Chirurgia, "...il mio secondo sogno, un piccolo gradino sotto".

 

Capello, che ci risponde da una biblioteca e che infatti si alza ed esce fuori per parlare...: "Da certe cose non si scappa. Un anno fa mi sono fatto due domande. "Cosa vuoi fare da grande?"...Se sfondi nel calcio vivi sicuramente bene, ma è un mondo particolare e puntare tutto su quello, tralasciando magari gli studi, di questi tempi è molto rischioso. Ho scelto un percorso di crescita diverso, seguendo comunque un'altra grande passione, e preferendo una strada un po' più sicura. Nel frattempo il calcio mica l'ho mollato...".

Medicina e Chirurgia non è una facoltà che può essere affrontata giocando in una Lega Pro o in una serie D. Forse, neanche in un'Eccellenza, visti gli impegni e il tempo che portano via ad un calciatore questi campionati. Capello: "Così mi sono preso sei mesi per studiare per il test di ammissione a Medicina e intanto ho giocato in Prima Categoria. Il test l'ho passato...Diventare medico e aiutare gli altri è qualcosa che mi farebbe stare al settimo cielo. Non ho alcun rimpianto, anche se so che la strada è lunga e faticosa".

 

La scelta è pesante: lasciare una Primavera alle soglie del calcio professionistico con tanti addetti ai lavori che riconoscono grandi qualità e con qualche proposta da rifiutare.

Il colpo di fortuna calcistico arriva lo stesso, perchè oggi Capello continua a giocare nel dilettantismo in Promozione e vive un grande momento dal punto di vista personale e di squadra in una realtà più piccola e certosina, quella del San Maurizio Canavese appena neopromosso. L'entusiasmo non manca e nemmeno i numeri: Capello difende la miglior retroguardia del girone B (12 gol, due in meno della capolista Union Susa) e la squadra di Di Muro è seconda a -3 proprio dal Susa, battuto tra l'altro 2-0 in un giorno memorabile.

 

Lorenzo abita a Ciriè, a pochi chilometri. Che emozioni stai vivendo? "Dopo i sei mesi in Prima Categoria e la vittoria del campionato oggi stiamo continuando a sognare ad occhi aperti. Nessuno si sarebbe mai aspettato che dopo 17 partite potessimo avere la vetta a -3 punti. Molti ci hanno criticato e spesso snobbato, ma io dico che possono anche continuare. Ci hanno solo fortificato".

L'Eccellenza è veramente qualcosa che potrebbe arrivare tramite 1° posto o playoffs: "Noi dobbiamo stare coi piedi per terra e continuare a giocare con umiltà. In effetti è raro, forse rarissimo, che si riesca a fare un doppio salto di categoria dalla Prima all'Eccellenza in due anni. Noi ci proveremo. Abbiamo fatto 30, faremo anche 31...Se l'Union Susa, che ha una gara in meno, terrà certi ritmi, dovremo solo applaudirli".

Zullo e Palma bomber della squadra, ma tanti baby protagonisti al San Maurizio: "E' vero. Bussi, Zullo, Palma, Ravizza, Bissacco, Cannata, Torre, Gega e molti altri rappresentano l'ottimo parco giovani della società. C'è una grande sinergia tra questi giocatori e i più esperti come Tano Alestra o Corona. Voglio anche sottolineare il lavoro di mister Di Muro. E' molto preparato e ci dà una carica enorme..."

Fresche parate decisive? "Quest'anno ricordo piacevolmente la partita col Venaria. Ho fatto molti interventi decisivi. E poi anche con l'Union Susa, dove ho parato un rigore".

Una partita speciale nel tuo percorso alla Pro Vercelli? "Sicuramente l'1-3 in casa della Fiorentina con la Primavera. Non perdeva da una vita e gliele abbiamo suonate in casa loro".

 

Ieri il primo esame di Chimica all'Università. Come è andato? "Spero e credo bene, a breve avrò i risultati. Avevo un po' di tensione, ma è andata...". Ed è così che Lorenzo Capello è passato dai test sul campo a quelli sui banchi universitari. Nel frattempo ha già risposto al domandone che stuzzica tutti i 18enni: "Cosa vuoi fare da grande?"...

 

COSI' DOMENICA: San Maurizio-Atletico Chivasso, Bollengo-Caselle, Quincitava-Gassino SR, Victoria Ivest-Ivrea Banchette, Lascaris-Santhià, Vanchiglia-Nolese, Venaria-Union Susa, Mathi Lanzese-Volpiano.

 

IL TREND DELLE ULTIME 5 PARTITE IN PROMOZIONE B

 

 

Squadre P G VC VF PC PF NC NF GF GS
ATLETICO CHIVASSO 12 5 2 2 1 0 0 0 12 7
IVREA BANCHETTE 10 5 1 2 1 0 1 0 12 8
VOLPIANO 10 5 1 2 1 0 0 1 9 7
SAN MAURIZIO C.SE 9 5 2 1 1 1 0 0 10 7
VANCHIGLIA 9 4 2 1 1 0 0 0 13 6
QUINCITAVA 9 5 2 1 0 2 0 0 6 6
NOLESE 9 5 1 1 0 0 1 2 9 6
LASCARIS 8 5 1 1 0 1 2 0 9 7
MATHI LANZESE 8 5 1 1 1 0 1 1 6 5
UNION SUSA 7 4 1 1 0 1 0 1 7 4
GASSINO SR 7 5 1 1 1 1 0 1 8 7
VICTORIA IVEST 6 5 1 1 2 1 0 0 6 9
BOLLENGO 3 5 0 1 2 2 0 0 4 10
VENARIA REALE 1 5 0 0 1 3 1 0 2 7
SANTHIA' 1 5 0 0 2 2 1 0 2 9
CASELLE 1 5 0 0 2 2 0 1 4 14

mer

01

feb

2017

Da Santo Domingo al cuneese: Estefano Guerrini, vecchia guardia di un rinnovato (e scatenato) Moretta

SANTO DOMINGO-ITALIA: LA STORIA DI GUERRINI DEL MORETTA

1 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Da così (7 punti in 8 partite) a così (9 punti in 3 partite, tre pareggi e tre vittorie consecutive nelle ultime 6). La famiglia Sapino, ovvero i vertici dirigenziali dell'ambizioso Moretta, avevano chiesto una svolta alla squadra inserita in Promozione C rinforzandola con colpi di mercato roboanti. E' cambiato quasi tutto: l'ex Brandizzo Cellerino, fresco di titolo vinto in Promozione, in panchina per Cavaglià, l'ex Savigliano Passerò in difesa con Tortone ed il portiere Urbano, l'ex Bra Sillah a centrocampo, i nuovi bomber D'Agostino dalla Denso e Vailatti dalla Santostefanese. Vailatti, appunto: uno che ha giocato, e segnato, in serie A col Torino.

 

E' cambiato quasi tutto a Moretta. Quasi, perchè c'è un filo di continuità, un'anima che non si è mai rotta, un collante che ha permesso alla novità di potersi incollare magnificamente, ed immediatamente, con la tradizione. Un'anima tenuta in piedi dalla vecchia guardia.

 

Estefano Guerrini da Santo Domingo la rappresenta perfettamente, con tanto di cuore caraibico immerso nel cuneese, un trasferimento avvenuto all'età di 2 anni assieme alla famiglia. In occasione della presentazione del Moretta in estate ci siamo subito resi conto di come il centrocampista sia il beniamino del gruppo: in campo corre e rincorre, nello spogliatoio porta entusiasmo e allegria. Proprio come la sua gente, davanti al mar dei Caraibi. Una presenza fondamentale per l'unico giocatore della rosa attuale "superstite" della vittoria dalla Prima alla Promozione del Moretta nel 2013: un punto di vantaggio sul Trofarello e salto di categoria. Un pilastro imprescindibile, Guerrini, per dare modo alla nuova costruzione di prendere forma dopo il pessimo avvio di stagione e la rivoluzione invernale.

 

Estefano, è tutto un altro Moretta: "Sì, siamo felici di esserci risollevati. Abbiamo giocato un girone d'andata a testa bassa, con gli avversari che spesso ci sbeffeggiavano. Adesso abbiamo rialzato la testa, c'è tanto entusiasmo. La squadra è stata rinforzata, molti sono andati via ma anche chi è rimasto si è tirato sù le maniche. Voglio sottolineare che i nuovi arrivati sono ragazzi molto umili, oltre che bravi tecnicamente. Vailatti, per esempio, è molto disponibile e sta lavorando come se avesse sempre fatto il calciatore dilettante. Sillah, ragazzo di origine africana, è diventato per me un amico. Insomma, con un po' di ritardo si è creato il clima giusto per guardare al futuro fiduciosi. Forse in estate si è cambiato un po' troppo".

In effetti questo Moretta, con 15 punti in più, potrebbe giocarsi il titolo. Giusto i punti persi all'andata: "Sono d'accordo e magari il prossimo anno succederà. Adesso vogliamo tutti salvare la categoria senza playout. Sarà difficile, ma il ritmo che stiamo tenendo è alto e non vogliamo fermarci. Speriamo di riacciuffare squadre come Carmagnola, Trofarello e Pancalieri".

 

Tra i "superstiti" ci sono anche Tortone, Cadoni, Chiarelli, da questa estate il portiere Urbano: "Tutti bravissimi ragazzi. Non meritavamo una caduta a picco del genere e abbiamo fatto quadrato per risollevarci insieme. Siamo reduci da tre vittorie di fila e dallo 0-4 di Revello, squadra che quest'anno abbiamo sempre battuto o fermato anche in Coppa e che forse non vorrà più vederci per un po'...Comunque non abbiamo fatto nulla. Il percorso è ancora lungo".

Chi vedi favorito per il titolo? "Il Chisola di Barison e la Denso. Penso che sarà una lotta a due, anche se in questo momento hanno cinque punti in meno del Revello, che resta una grande sorpresa pur avendo perso 4-0 con noi".
Cosa ha portato Cellerino a questo Moretta? "Una grandissima carica. Abbiamo preso un mister, scusa il termine, con due palle così...La nostra mentalità è completamente cambiata".

Chiudiamo con un capitolo extra-calcio. Santo Domingo, la terra nativa di Guerrini, è un paradiso terrestre. Vogliamo saperne di più: "E' la verità. A livello paesaggistico è uno dei posti più belli del mondo. Io sono nato proprio a Santo Domingo città a 20 minuti dal mare, che ha colori favolosi. Proprio pochi mesi fa ho fatto il mio ultimi ritorno a casa".

Ci trasformiamo da giornale online ad agenzia viaggi. Consigli per un tour? "Bisogna evitare aprile e maggio, i mesi più piovosi. Per il resto fa sempre caldo e se si riesce ad andare a gennaio, invece che a dicembre, si risparmia il 40-50 per cento sul costo dei voli".

Una peculiarità di Santo Domingo? "Sicuramente la capacità delle persone di adattarsi a tutto. Una soluzione la si trova sempre lì...Si vive di turismo quasi totalmente, ma molti sognano di andare in Italia per la sua storia, la cultura, il cibo e le tradizioni, così come un italiano sogna un viaggio a Santo Domingo".

Infine una citazione di Guerrini: "Se sono al Moretta è merito dell'ex capitano Zito, una storica bandiera che oggi gioca alla Saviglianese. Anni fa mi ha detto "prova, vieni a giocare qui e vedrai che ti troverai bene". Aveva ragione...".


ULTIME TRE PARTITE DI PROMOZIONE C: 14 GOL DEL MORETTA

 

 

Squadre P G VC VF PC PF NC NF GF GS
MORETTA 9 3 2 1 0 0 0 0 14 2
DENSO 6 2 2 0 0 0 0 0 7 4
CHISOLA 6 3 1 1 1 0 0 0 8 5
CARMAGNOLA 6 3 1 1 0 1 0 0 2 3
REVELLO 4 3 0 1 1 0 0 1 3 4
PEDONA 4 2 0 1 0 0 1 0 3 2
GIOV. CENTALLO 4 3 1 0 0 1 1 0 4 3
PISCINESE RIVA 4 2 1 0 0 0 1 0 2 1
BSR GRUGLIASCO 3 3 1 0 1 1 0 0 3 3
VILLAFRANCA 3 3 1 0 0 2 0 0 3 5
TROFARELLO 3 3 0 1 1 1 0 0 5 8
BOVES 3 2 1 0 0 1 0 0 4 3
SAN SEBASTIANO 2 2 0 0 0 0 0 2 2 2
CARIGNANO 1 3 0 0 2 0 0 1 1 5
PANCALIERI CAST. 1 3 0 0 0 2 1 0 5 8
VILLAR PEROSA 0 2 0 0 0 2 0 0 2 10

mer

01

feb

2017

Francesco Margiotta da Collegno: 8 gol in serie A Svizzera col Losanna. E' di proprietà Juve

MARGIOTTA: GOL TORINESI IN SERIE A SVIZZERA

Francesco Margiotta (Twitter)
Francesco Margiotta (Twitter)

1 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Tutti pazzi per il torinese Francesco Margiotta, bomber del Losanna in serie A svizzera. Il classe 1993, di proprietà Juve (squadra per la quale tifa), è a quota 8 gol tra i migliori cannonieri della SuperLeague.

 

Nato a Torino, vissuto a Collegno (città che ha portato alla ribalta Gianluca Lapadula del Milan), Margiotta è passato da Carrarese, Unione Venezia, Monza, Real Vicenza e Santarcangelo in Lega Pro dopo la lunga trafila nella Juventus, che l'ha girato in prestito al Losanna. Oggi grandi numeri (e anche tanti assist) in Svizzera. Su Margiotta intanto ha messo gli occhi anche Gianfranco Zola e proprio al Birmingham la punta era stata accostata, ma in questa finestra di mercato hanno provato ad ingaggiarlo anche molti club di serie B, di serie A francese ed olandese.

Margiotta ha tanti amici e conoscenti nel calcio piemontese come Carfora ed Esposito della Denso e l'ex Bra Corticchia, che è passato alla Racing Roma, oppure Chibsah, Spinazzola, Beltrame, De Silvestro, Buchel o Giandonato. Tutta linfa verde '90, '91, '92 e '93.

 

Francesco, come sta andando questa esperienza in Svizzera? "Benissimo. Ho cercato di dare il 110 per cento fin dal primo giorno, perchè questa era una grande occasione da sfruttare. Il calcio svizzero ovviamente è diverso da quello italiano, perchè è molto più fisico, ma è certamente sottovalutato. Qui i giovani raggiungono presto la serie A e così possono essere valorizzati. Devo ringraziare mister Celestini che mi ha voluto qui. Nella seconda parte di stagione voglio fare ancora meglio".

Com'è la vita a Losanna? "Io mi trovo bene con la squadra e fuori. Siamo un bel gruppo, ci sono tanti italiani e ci aiutiamo. Il giovedì faccio un corso di francese, che qui nel cantone di Vaud è la lingua principale. I tifosi sono abbastanza tranquilli, di certo non c'è la mentalità ultras italiana...Si può giocare senza pressione e questo è importante. La società? E' molto organizzata. E' stata un'ottima scelta. In Italia ci sono società di Lega Pro molto meno solide e un calciatore deve guardarsi bene dai club che rischiano di fallire. Qua sanno fare i conti molto bene. Una curiosità? Abbiamo la musica nello spogliatoio prima di scendere in campo, ci fa rilassare e concentrare. In Italia non succederebbe mai...".

Ecco appunto. L'Italia? "E' sempre nei miei pensieri. La Lega Pro mi ha fatto bene, sicuramente non è un calcio semplice per un giovane che vuole ritagliarsi spazio, ma tutte le esperienze mi hanno fatto crescere. Il mio sogno? Giocare in serie A. Devo dire che la musichetta della Champions mi fa sempre un effetto particolare. Sentirla un giorno sul campo sarebbe fantastico...".

Un ricordo del calcio piemontese: "Tantissimi. Se devo citarne uno in particolare mi viene sicuramente in mente un mio gol al Toro con la Primavera. Era il 2012".

Consiglieresti il calcio svizzero ad un italiano che vuole valorizzare il proprio talento? "Assolutamente sì. Qui cresci, impari e maturi e molti giocatori che sono poi passati a campionati europei più rinomati non hanno patito il salto".

I momenti più importanti dell'esperienza al Losanna? "La doppietta al Lucerna, tanti assist, ma il gol al Basilea, una squadra da Champions, è stato il più emozionante...". Una rete meravigliosa (qui il video): controllo di tacco per fermare un cross aereo e tiro all'incrocio. Tutto in pochissimo spazio, in una frazione di secondo.

Ancora Margiotta: "Qui ci sono giocatori molto interessanti, sia tra i compagni di squadra, come il '94 Musa Araz, che tra gli avversari. Penso al francese Hoarau dello Young Boys, a Delgado e Doumbia del Basilea, a Reto Ziegler del Sion, ex calciatore della Sampdoria, che ha otto gol come me".

Un commento sull'attualità della Juve: "Per il campionato non credo ci sia storia. E' nettamente la più forte. Credo che anche col Porto la Juve sia favorita, può arrivare in fondo alla Champions".

Il tuo futuro? "Voglio costruirlo col presente. Intendo continuare a far bene qui, poi si vedrà...". Ma continuando così è molto probabile che rivedremo presto in Italia Francesco Margiotta, bomber torinese alla riscossa in terra svizzera.

mer

01

feb

2017

"Ciao Alpignano": il pugliese Antonio Crescente va in Toscana. Dal pallone ad un'azienda vitinicola

CRESCENTE, UNA NUOVA AVVENTURA

1 febbraio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Il calcio è anche un questo: una tappa obbligatoria, divertente e necessaria, prima di sbarcare altrove. La vita di Antonio Crescente da Barletta sta sicuramente cambiando. E' arrivato all'Alpignano, in Eccellenza A, il 15 dicembre 2015, poco più di un anno fa, ed ha fatto in tempo per riuscire ad alzare una storica Coppa Piemonte. Poi una mezza stagione chiusa con la salvezza ed un'altra metà vissuta da protagonista in un Alpignano che abbiamo scoperto essere la miglior squadra di Eccellenza del 2016 per media-punti. Oggi è secondo in classifica, sogna ancora di andare ad acchiappare la Juventus Domo.

 

A proposito di sogni. Per il 26enne Crescente, ex Lecce e Martina Franca, una laurea in Scienze Gastronomiche, è arrivato il tempo dei saluti, non solo all'Alpignano, ma proprio al mondo del pallone: "Ebbene sì, appendo le classiche scarpe al chiodo. Credo di aver trovato la mia strada e sono pronto a cambiare vita. Andrò a lavorare in Toscana in un'azienda vitinicola e seguirò la mia grandissima passione. Lavorare in questo settore per me è un sogno e credo che noi giovani dovremmo ritrovare il contatto con la terra che ci nutre ogni giorno dando il nostro contributo per riempire in maniera buona e genuina le nostre tavole. Questo è un mondo che mi ha sempre regalato enormi emozioni, quindi non vedo l'ora di iniziare una nuova avventura. Il calcio mi ha dato tanto, non posso nasconderlo".

Un elogio all'Alpignano: "Non la ritengo una squadra come le altre. Dal primo giorno in cui ho messo piede nel centro sportivo mi è sembrato di essere in un posto fuori dal tempo. Il calcio è ancora vissuto come una festa da condividere e non come una sfida da vincere con tutti i mezzi e a tutti i costi. Ho incontrato giocatori, dirigenti e staff, persone fantastiche. Abbiamo condiviso emozioni che ancora oggi mi lasciano i brividi".

 

Tanta genuina "meridionalità" in via Migliarone: "Quasi tutti i dirigenti e molti giocatori sono terroni come me. Mi sono sentito a casa...Ricorderò piacevolmente gli scherzi di Moreo, gli abbracci forti di Massimo dopo le vittorie e le sconfitte, le risate del mister Gatta come dopo una mia scivolata in una delle partite più importanti di Coppa Italia. Ringrazio Enzo Visciglia per i passaggi a casa, capitan Alessandro Lerda per le lavate di testa che mi hanno aiutato a crescere. E' stato tutto molto bello. Un grande in bocca al lupo alla squadra".

lun

30

gen

2017

Smartbox Piemonte: "Vai a guardare la neve e non giochi". Il pacchetto che non piace a Boves e Valenzana

NEVE GHIACCIATA, MA QUALE PALLONE

30 gennaio 2017 - Eppure a Natale vanno tantissimo. Niente da fare: questi pacchetti "Smartbox Piemonte, guardi la neve e non giochi" ai club calcistici non piacciono. E come dare loro torto.

Nel weekend due situazioni surreali. Tutta colpa della neve (?) tra venerdì e sabato: si gioca? Com'è messo il campo? Veniamo lì o andiamo a fare shopping?

Boves e Valenzana non sono di certo contente, perchè ogni trasferta è denaro, oltre che tempo. E le società dilettantistiche già non navigano nell'oro. I due club hanno fatto sapere sui propri canali social qual è la linea di pensiero.

 

Qui Valenzana: la bellezza di 140+140 km inutili. 280 chilometri tra le province di Alessandria, passando in mezzo a quella di Asti per arrivare (sempre inutilmente) a Dronero, nel cuneese, dove i ragazzi alessandrini hanno guardato un campo innevato per poi tornare indietro. Pazzesco.

Il presidente Carlo Frascarolo: "Ci sa di presa in giro, anche perchè era già stata rinviata la gara della loro Juniores. Sabato abbiamo mandato una mail al direttore sportivo e ci ha detto che si sarebbe potuto giocare. Perchè non hanno spalato via la neve dal campo? E ora chi ci rimborserà le spese del viaggio, ovvero della trasferta più lunga del campionato, e del pranzo? Di certo quello della Pro Dronero è stato un comportamento poco amichevole. Sono indignato, è una vergogna"

 

Replica a mister Caridi della Pro Dronero: "Certe cose non mi tornano. La Valenzana sul campo se l'è presa con la Federazione, ieri ho letto invece certe dichiarazioni un po' pesanti. Una mail? A me risulta che nessuno della società abbia ricevuto ufficialmente una mail dalla Valenzana. Ho saputo soltanto, tramite i miei dirigenti, che il magazziniere per telefono a chiesto loro con che tipo di scarpe dovevano venire a giocare. Detto ciò, la gara della Juniores era in programma sabato alle 15 e alle 12 ancora nevicava. Da quel momento abbiamo sperato nella pioggia o nel tiepido sole previsto. Noi e loro non ci siamo mai sentiti ufficialmente e credo che fosse loro l'interesse più grande, visto che dovevano venire a giocare a Dronero".

Un commento sulla classifica: "Con due vittorie potenzialmente possiamo andare al quinto posto solitario. Tengo però i piedi per terra, perchè quest'anno non è come l'anno scorso. Stiamo facendo più fatica, anche se segniamo più delle prime quattro. Comunque per due mercoledì dovremo scendere in campo, giocando sempre prima e dopo di domenica, e siamo sempre nel dilettantismo...Quindi non è che ci abbiamo guadagnato qualcosa col rinvio di ieri".

 

Qui Boves: dall'Eccellenza B alla Promozione C. I cuneesi (viaggio della speranza tra nebbia e ghiaccio, qui "solo" 170 chilometri circa per guardare la neve e non giocare) hanno scelto il sarcasmo sul sito, restando però seri nel titolo dell'esposizione: "Mancanza di rispetto".

Il Boves ce l'ha col Villar Perosa perchè "...siamo stati rassicurati sul fatto che non si sarebbe viaggiato a vuoto. Se si arriva al campo si gioca, ci hanno detto. Si poteva rinviare la partita 24 ore prima, come successo altre volte".

E ancora: "Per provare a giocare la partita nulla è stato fatto, neanche tentare pulire le linee perimetrali e/o ritracciarle. Anzi no, è stato effettuato un giro di trattore per schiacciare la neve, che poi da sola si volatilizza. "Eh, sapete, noi il tempo non lo comandiamo", ci hanno risposto". Il Boves l'ha definita "la favoletta della domenica".

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2017

Infinito Alfredo Piarulli: venerdì 1° allenamento col Barcanova, domenica paratutto. E ha 43 anni...

PARATUTTO A 43 ANNI: INFINITO PIARULLI

30 gennaio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Una storia meravigliosa.

 

La scorsa settimana suona il telefono di Alfredo Piarulli, eterno portiere del calcio piemontese con 30 anni di carriera tra i pali, 43 anni all'anagrafe e tre figli (del 2000, 2002 e 2007). Chi lo chiama? Il Barcanova. Mister Michele Camposeo lo ha già allenato a Rivoli e Volpiano e gli chiede: "Vieni a darci una mano?".

Piarulli dice sì, venerdì fa il primo allenamento e domenica è già Barcanova-Canelli. Ebbene, la gara finisce 1-0 con gol di Monteleone, ma Piarulli è il migliore in campo. Para di tutto.

 

Alfredo, raccontaci tutto: "Si sarebbe potuto giocare per cinque ore, ma questa era proprio la mia giornata. In teoria avevo smesso di giocare dopo l'ultima esperienza, poi il Barcanova mi ha proposto di tornare a tuffarmi. Ho accettato subito perchè voglio chiudere la mia carriera nel migliore dei modi. Anche se mi sa che a questo punto non smetto più...".

Hai preso di tutto al Canelli: "E' stato stupendo, emozionante...E' ricominciato tutto da capo, mi sono rilanciato e ho fatto una bellissima prestazione. Riprendere in questa maniera, con un solo allenamento alle spalle, non era per niente semplice. Oggi che è lunedì ho un po' di dolori, ma passa tutto...".

A proposito, come dosi le tue energie? "Allenarmi mi piace, partiamo da questo presupposto. Al posto di fare un'ora e mezza faccio 45 minuti col preparatore. Ma si tratta di trequarti d'ora fatti bene bene. A questa età devi solo lavorare sulla forma, non imparo di certo a 43 anni a tuffarmi...Comunque io sono molto contento per me, ma soprattutto per la squadra. C'era proprio bisogno di vincere dopo tre pareggi di fila. Io proverò a dare tutta la mia esperienza, ma ci sono altri giocatori carismatici come Murè, Zaccarelli, Filoni e Monteleone che possono aiutare i giovani a dare ancor di più. L'obiettivo è chiaramente la salvezza senza playout".

 

In campo una situazione curiosa: "Essendo arrivato da pochi giorni non ricordavo il cognome di tutti. Mi sono messo a chiamare per numero di maglia...".

La classifica di Promozione D è spaccata a metà: Cassine, Villanova e San Giuliano sono nel mirino del Barcanova? "Assolutamente sì. Ieri abbiamo vinto, ma non siamo salvi. La battaglia è ancora lunga. Proveremo con tutte le nostre forze a raggiungere l'obiettivo...".

 

Inizia l'ennesimo capitolo tra i pali di Piarulli, che vanta qualcosa come 750-800 presenze tra D e Promozione in Vanchiglia, Venaria, Volpiano, Saluzzo, Borgaro, Favria, Rivoli, Bra, ParaLombardore, Aosta Sarre: "Basta moltiplicare per 30 anni almeno 25 presenze. Ne tolgo qualcuna perchè ci sono le espulsioni. Io ho avuto sempre un carattere forte e particolare, lo sanno tutti, quindi inutile nasconderlo...Vivo il calcio intensamente, a volte fin troppo, per emozioni come quella di domenica".

 

BARCANOVA-CANELLI 1-0
BARCANOVA: Piarulli, Barrella, Zaccarelli (1' st Di Vanno), Filoni, Monica, Zigliani, El Aqir (29' st Konan), Idahosa, Monteleone, Roeta, Rolfo. A disp. Grande, Tricetti, Lionetti, Di Paola, D'Angelo.  All. Camposeo.
CANELLI: Contardo, Pietrosanti, Ishaak (1' st Menconi), El Harti, Ferraru, Macrì, Gallo, Mondo (25' st vuerich), Pollina, Cherchi (24' st Borgatta), Del Piano. A disp. Furin, Barotta, Gallizio, Genta. All. Moretti.

Rete: 9' Monteleone.

ven

27

gen

2017

Il calcio che aggrega: festa di compleanno con striscione e partitella a sorpresa. Marinaro: "Emozionante"

COMPLEANNO A SORPRESA...SUL CAMPO

27 gennaio 2017 - Il calcio che aggrega. No, in questo caso non è stata disputata nessuna partita ufficiale. Questa è semplicemente una storia vissuta nella realtà e poi transitata sul web. L'abbiamo raccolta per la sua semplicità: una fidanzata che organizza uno striscione a sorpresa per il compleanno del ragazzo (Emanuele Marinaro del Victoria Ivest), amici che per una settimana intera gli fanno credere che quella sera avrebbe disputato una partitella di calcio a cinque contro avversari sconosciuti, "...una squadra fortissima". E poi la sorpresa: il protagonista della partitella è proprio Marinaro, gli avversari sono tutti i suoi amici radunati su un campetto per il suo compleanno. E appeso ecco lo striscione.

 

L'ex Città di Rivoli Emanuele Marinaro: "E' stato bellissimo...davvero emozionante. Mi ero preparato per una partitella, i miei amici mi avevano detto che era stata organizzata una sfida contro una squadra forte e c'era pure una scommessa in ballo. Ci sono cascato in pieno...davanti al campo non c'era nessuno, poi dentro ho trovato tutti i miei amici e lo striscione organizzato dalla mia fidanzata. Non mi era mai successa una cosa del genere. Semplice, curiosa, divertente".

ven

27

gen

2017

Giovani allenatori crescono: ecco l'ex Juve e Bvs Francesco Maggio, classe '86 pronto per la nuova stagione

NUOVI PATENTATI UEFA B: L'EX JUVE MAGGIO

Francesco Maggio, dal campo verso le panchine
Francesco Maggio, dal campo verso le panchine

27 gennaio 2016 - Una vita alla Juventus (7 anni) in tutto il settore giovanile fino agli Allievi Nazionali, assieme a Marchisio, Giovinco e De Ceglie. Poi Pro Vercelli, Asti, ParaLombardore, Giaveno, Cambiano e Pinerolo in Eccellenza e due campionati di Promozione vinti, terminando l'avventura da giocatore come uno dei leder di quella Bvs che vinceva il campionato di Prima Categoria con Romagnino a Rivoli, nel 2011, davanti a 600 persone: spettacolare spareggio contro il Pianezza. Infine le ultime esperienze in valle Susa, da capitano, con la fascia condivisa assieme agli amici Michele Macrì e Antonio Gentile.

 

Per l'ex Juve Francesco Maggio inizia una nuova era: quella di allenatore. E' solo un classe 1986 ma ha le idee chiare e ha sempre voluto intraprendere la carriera di tecnico, tanto da fiondarsi al corso allenatori e prendere l'anno scorso il patentino Uefa B.

 

Vista la grande richiesta di allenatori qualificati e il "giro di vite" dell'Aiac nella lotta ai senza-patentino Sportovest ha deciso di iniziare un nuovo corso di interviste per promuovere i giovani tecnici qualificati. In queste settimane, sentendo molte società a seguito delle novità in Piemonte riguardanti gli allenatori, abbiamo capito che sono richiesti come il pane.

 

Maggio è uno di questi, ha già allenato i Piccoli della Bvs, collaborato col Rubiana e vanta nel curriculum uno stage in casa Juventus. Per la stagione 2017/2018 fa un pensierino ai settori giovanili di Torino e provincia: "Devo dire che il corso allenatori è stata una bellissima esperienza. Sono arrivato lì con una lunga trafila sul campo e determinate conoscenze, ma si impara ad interpretare il mondo del pallone guardandolo da un'altra prospettiva. C'è tanta psicologia e una grossa attenzione sui temi educativi. Personalmente ho trovato tutto ciò interessante e stimolante. A Vinovo è stato un po' come tornare a casa dopo sette anni giocati lì. Lo stage mi ha lasciato tantissimo sia dal punto di vista della formazione tecnica, che umano. In casa Juve c'è un'attenzione chirurgica alla crescita dei migliori talenti e quello bianconero è un mondo in continua evoluzione che esporta fuori Italia uno stile, ma che parallelamente prende spunto dai migliori club a livello internazionale per crescere ancora. Sono contento di questa esperienza. Sul campo ho dato tutto come giocatore e mi sono divertito tanto in uno sport che amo, ma che oggi voglio vivere e seguire da un'altra angolazione. Mi sento pronto per nuove avventure in panchina".

Un nome da appuntare in agenda per i direttori sportivi in vista della nuova stagione. Ne seguiranno molti altri.

gio

26

gen

2017

Federazione Sport Sordi Italia (FSSI): un movimento che punta a crescere ancora in sinergia con le società Lnd

FEDERAZIONE SPORT SORDI ITALIA: TUTTE LE INFORMAZIONI

26 gennaio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Un movimento che punta a crescere ancora: è la Federazione Sport Sordi Italia. Convenzionalmente si ritiene che il movimento sia partito nel lontano 1924 con la disputa delle prime Deaflympic di Parigi.

 

Oggi non tutti sanno che la FSSI ha nel calcio a 11 il suo punto di forza di tutte le discipline sportive, in quanto oltre al campionato nazionale di seie A svolge anche un campionato Under 21. Le società vincitrici hanno poi naturalmente il diritto di partecipare alla Deaf Champions League, il classico campionato europeo con club di altri paesi.

Gli atleti tesserati, che devono avere determinati requisiti per fare parte della Federazione, svolgono e possono svolgere regolarmente i campionati regionali o nazionali organizzati dalla Lnd, quindi sono integrati in società iscritte ai campionati nelle diverse categorie: non c'è incompatibilità tra le due federazioni, quindi si può giocare per esempio in Prima Categoria e per la Nazionale Sordi d'Italia.

La FSSI partecipa nel contempo a diverse manifestazioni come Europei, Mondiali e Olimpiadi, per cui i giocatori delle squadre di club hanno anche la possibilità di fare grandi esperienze e di essere chiamati dal Commissario Tecnico.

Le difficoltà di "reclutare" un giocatore adeguato e in linea coi requisiti richiesti, ovviamente, sono palesi. E' proprio per questo che la FSSI, tramite il direttore tecnico del calcio a 11 Luca Aquilino, chiede ulteriore collaborazione a tutte le società del dilettantismo affinchè vengano segnalati sempre più giocatori audiolesi: l'opportunità per loro è unica, ovvero rappresentare l'Italia nel paese e nel mondo (prossime Olimpiadi a Samsun in Turchia a luglio 2017), ma soprattutto mettere in mostra il proprio talento.

Per qualunque informazione o segnalazione: www.fssi.it - dtcalcio11@fssi.it
Pagina Facebook: FSSI - Federazione Sport Sordi Italia

mar

24

gen

2017

Canelli-Atletico Torino (cambio errato) fa discutere. Pollina: "Ha perso il calcio". Sansone: "Ci sono le regole...".

UN CAMBIO SBAGLIATO DIVIDE LA CRITICA

24 gennaio 2017 - La partita Canelli-Atletico Torino di Promozione D continua a spaccare la critica e a far discutere.

Il fatto: il Canelli ha vinto 2-0 ma su quel risultato, a dieci minuti dalla fine, è stata effettuata una sostituzione errata tra un fuoriquota e un "senior". Il Canelli, insomma, si è trovato in campo soltanto due fuoriquota e non tre come da regolamento. Per pochi secondi, sì, ma fatali. L'Atletico Torino ha preannunciato reclamo e una volta inoltrato vincerà con ogni probabilità 0-3 a tavolino. Oggi parola a due giocatori portavoce di due campane: i commenti sono diametralmente opposti.

 

Il puntero del Canelli David Pollina, ex Santostefanese e Savio Rocchetta: "Lo sport è un'altra cosa. Domenica ha perso il calcio. L'Atletico Torino ha perso un'occasione per dare un segnale di sportività e per fornire un esempio al movimento. Per dieci secondi, ovvero il tempo in cui siamo rimasti in campo con due soli giovani prima di far uscire un senior e di rimettere immediatamente le cose a posto, rischiamo di perdere una partita a tavolino a causa di un cavillo. Probabilmente andrà proprio così. Se l'Atletico avesse rinunciato a fare ricorso oggi parleremo tutti del loro gesto e avrebbero avuto mille interviste su tutti i giornali. Invece si parla tanto di progetti, di percorsi di crescita...e poi succedono queste cose. Allora sono solo paroloni al vento. Il Canelli dopo questa situazione sarà più forte di prima. E comunque tutti sanno che giochiamo spesso con tre-quattro fuoriquota, quindi quella di domenica è stata una leggerezza, un'incomprensione avvenuta vicino alle panchine. Certo, con ogni probabilità costerà cara. Mi chiedo infine, come si fa a essere soddisfatti per aver preso tre punti dopo una gara persa nettamente sul campo a causa di un episodio avvenuto a dieci minuti dal termine sul punteggio di 2-0...?".

 

La replica è affidata a Giuseppe Sansone dell'Atletico Torino. Nessun botta e risposta polemico, solo due punti di vista che su questo giornale online vogliono provocare spunti di riflessione: "Soddisfatti per i tre punti? Assolutamente no. Non ce li meriteremmo per la prestazione sul campo, al di sotto delle nostre possibilità, ma le regole vanno rispettate e non importa che l'errore sia stato subito riconosciuto ed ammesso. Provando a immedesimarmi nei giocatori del Canelli anche a me girerebbero le scatole, ma bisogna fare attenzione a tutto in questo sport. E poi la questione dei fuoriquota è sempre molto importante. La partita? E' stata giocata a viso aperto da entrambe le formazioni, nella parte finale della ripresa hanno fatto meglio loro. Capisco lo stato d'animo del Canelli, ma ripeto, ci sono le regole e vanno rispettate. Non si può parlare della durata di un errore, che tale rimane anche se è si è protratto per dieci secondi. Il Canelli resta un avversario difficile da affrontare e il suo campo ostico. Se arriveranno, saranno tre punti pesanti, giusti o sbagliati che siano per qualcuno. Sarà poco, ma è tanto, abbiamo fatto semplicemente più attenzione".

 

E dunque parola al Giudice sportivo...

 

Nel frattempo ricordiamo di essere stati presenti in un Borgaretto-Cumiana del 2011/2012: vittoria ospite 1-2 in Prima Categoria ma a pochi minuti dal termine cambio sbagliato tra Appella e Repele (un 90' e un 91'). Mister Bertello con le mani tra i capelli, ma il caso fu subito chiuso: Borgaretto che fece reclamo, vincendo 0-3 a tavolino...E il Cumiana accettò senza battere ciglio.

mar

24

gen

2017

Simone Soncini, il calcio-felicità: 250 gol in carriera. Il bomber del LG Trino: "Il pallone, la mia vita..."

250 VOLTE SONCINI-GOL: PAROLA AL BOMBER

24 gennaio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Bastano cinque minuti. Cinque minuti per capire quanto il bomber Simone Soncini, fresco del traguardo raggiunto dei 250 gol in carriera, ami alla follia quel suo compagno di viaggio chiamato pallone: "Il calcio? La mia vita. Mi ha regalato un sacco di gioie ed emozioni, mi ha permesso di conoscere luoghi e persone fantastiche. Quando non avrò più quella pelle d'oca pre-partita, quella sensazione di attesa, carica e adrenalina, sarà il momento di smettere...". E per quello che abbiamo sentito non succederà di certo a breve.

 

Oggi bella chiacchierata con il puntero del LG Trino, un bomber di Novara cresciuto con il gol (e per il gol), un ragazzo dinamico e divertente nato il 16 maggio 1981, nonchè uomo-spogliatoio. Le sue origini? "Metà sicule e metà bresciane, un incrocio tra nord e sud".

E proprio al nord, precisamente a nord ovest, Soncini ha messo a segno le sue 250 reti in carriera. Una valanga su Piemonte e Lombardia scesa a rate in 18 anni di pallone. Ecco il riassunto delle varie reti grazie ad un report del Lg Trino, società molto "social" con un lavoro eccezionale sul web:

 

  • 1998/99: Sparta Novara (Eccellenza) - 9 gol
  • 1999/2000: Borgosesia (serie D) - 1 gol dopo il passaggio alla Beretti del Novara
  • 2000/2001: Dufour Varallo (Eccellenza) - 24 gol
  • 2001/2002: Borgosesia (serie D) - 0 gol
  • 2002/2004: Verbania (Eccellenza) - 36 gol
  • 2004/2005: Vigevano (serie D) - 22 gol
  • 2005/2006: Bellinzona (Challenge League svizzera) - 0 gol
  • sett 2005: Vigevano (serie D) - 6 gol
  • gen 2006: Como (serie D) - 3 gol
  • 2006/2007: Sestri Levante (serie D): 8 gol
  • 2007/2008: LottoGiaveno (serie D) - 7 gol
  • 2008/2009: Vigevano (Eccellenza/serie D) - 24 gol, 11 gol
  • 2009/2010: Real Cureggio (Eccellenza) - 11 gol
  • dic 2010: Acqui (serie D) -  3 gol
  • 2011/2012: Verbania (Eccellenza) - 19 gol
  • 2012/2013: Sporting Bellinzago (Eccellenza) - 16 gol
  • 2013/2014: Villalvernia (Eccellenza) - 8 gol
  • 2014/2015: Juventus Domo (Promozione) - 14 gol
  • 2015/2016: Omegna (Eccellenza) - 19 gol
  • 2016/2017: Malcantone (Seconda Lega svizzera) - 6 gol
  • nov 2016: Lg Trino (Eccellenza) - 3 gol = 250 gol

 

Simone, iniziamo dal presente per poi tornare indietro in un viaggio nei 250 gol: "Il mio presente è il LG Trino, società dove mi sto trovando molto bene, seria e organizzata. Tra gli aspetti che più mi hanno colpito voglio sottolineare la vicinanza della società alla squadra. Sono sempre tutti presenti, dal presidente Giuseppe Buffa al ds Francesco Ristagno, fino all'avvocato De Maria e a tutta la dirigenza. E' un gruppo compatto. Il rapporto coi compagni è ottimo. Sono arrivato qui a novembre e ho subito segnato, poi il gol è mancato per qualche partita anche se ritengo di aver fatto bene tra assist e prove complessive. Ero sempre lì, a 248 reti, ad un passo dal traguardo...Mi sono stati tutti vicini e mi hanno aiutato a ritrovare la via del gol. Voglio spedire un grazie generale pubblicamente. E domenica abbiamo festeggiato con una bella cassa di birra...".

Arrivavi dalla serie B svizzera col Malcantone (6 gol in 7 gare): "Una bella esperienza, però ho preferito chiuderla per qualche accordo non rispettato e anche perchè lì il calcio è fermo da novembre a febbraio. Io invece non volevo fermarmi...".

E così la chiamata del Lg Trino: "Grazie al presidente del Malcantone Roberto Cio Monti, che ringrazio, la pratica di transfer è arrivata in fretta a Berna ed è stata chiusa molto velocemente. Altri ci hanno messo ben più di 20 giorni per tornare a giocare in Italia. Contro il Pavarolo è stato un nuovo punto di partenza. La squadra sta facendo bene, avevamo 9 punti e oggi sono 28. Abbiamo sbagliato una sola partita negli ultimi mesi, quella persa meritatamente contro il Borgomanero. Il 3-0 dello Stresa non lo considero nemmeno. Il campo era una lastra di ghiaccio, non s'è fatto calcio e ho persino fatto autogol perchè non si riusciva a correre, nè a saltare coordinati...Una cosa mai vista. Pattinaggio, non calcio".

Per Soncini una certezza assoluta: "Prima di ogni partita sento sempre la pelle d'oca. E' quello che mi regala il pallone ogni domenica. Io sono uno che sdrammatizza e ride sempre, giocare è una gioia e questo sport che amo ha il grande merito di alleggerire le persone. Non mi piacciono i toni pesanti e fuori luogo che ogni tanto si sentono in giro. Per me c'è modo di essere leggero anche quando l'arbitro fa l'appello. E' un modo di essere. E' così che trovo la mia concentrazione e chi mi conosce lo sa bene...".

Le tappe più importanti della tua carriera? "Sicuramente Vigevano, con cinque anni giocati lì, Verbania, con un'Eccellenza vinta segnando 19 gol e una Coppa Italia regionale alzata contro il Bra. Poi anche Juve Domo, Bellinzago, Villalvernia...Non posso dimenticarmi dell'annata vissuta a Giaveno. C'era una sinergia con la Lotto, la città viveva il calcio con grande passione. Giocavo con gente come Gerbo, Bonsanto, Di Leo, Celeste. Ricordo un gol in rovesciata al Rivoli. Insomma, tante emozioni e bellissime esperienze ovunque...".

Compagni d'attacco e difensori rocciosi: qualche nome? "Andrea Dalessandro che oggi gioca alla Valenzana e Andrea Laplaca, ex Como, Trezzano e Vigevano. Con loro là davanti c'era un feeling particolare. Difensori? Ho avuto la fortuna di battagliare coi migliori centrali di Piemonte, Lombardia e non solo. Mi viene in mente anche Biagio Grasso del Villacidro, oltre che Rotolo, Giuntoli, Colantuono, Di Placida, Di Leo, Giuseppe Cacciatore, Biffi, Di Baldo...".

Siamo curiosi: hai vinto uno scudetto nel beach soccer a Milano: "Sì, vero. La cosa curiosa è che ho preso questa esperienza come un gioco, pensavo "massì ci sarà da divertirsi"...Lo dico a tutti quelli che magari non lo sanno o non lo immaginano. Ti diverti, sì, ma è una cosa molto seria, uno sport faticosissimo. C'è gente che si allena 12 mesi l'anno girando il mondo per dare il meglio sulla sabbia e ho avuto la fortuna di conoscere Ramiro Figueiras Amarelle, un simbolo del beach soccer. Un computer, oltre che un ragazzo d'oro, che ha fatto della metodologia di allenamento la sua fortuna. Io all'inizio mi son messo a fare i contromovimenti del calcio a 11. Dopo qualche minuto avevo l'acido lattico...Col Milano Beach Soccer è stata comunque un'avventura meravigliosa. Ci allenavamo ad Olgiate Olona, avevamo un kit da serie A. Tute, borse, costumi brandizzati. In quel mondo si parte quando finiscono i campionati di Lega con la caccia alla Coppa Italia in una città prescelta. Poi ci sono quattro tappe di campionato e i playoffs. Alla fine ti giochi tutto in pochi giorni. Lo scudetto l'ho vinto a San Benedetto del Tronto, siamo partiti il giovedì con il ritiro e poi ci siamo immersi in un tour de force pazzesco. E' stata un'esperienza indimenticabile e posso dire di essere stato campione d'Italia con la mia squadra del cuore. A momenti segnavo pure in finale, ma ero reduce da un'ernia inguinale...".

 

Tutto questo è Simone Soncini, che sembra quasi un brasiliano per come vive e interpreta il calcio-felicità. Da oggi il suo curriculum ha un numero in più, che pesa tanto: 250. E nel conteggio sono state escluse le reti nei playoffs a Domodossola e in Coppa Italia (bisognerebbe aggiungerne una trentina)...Complimenti Simone!

A nord ovest adesso teniamo d'occhio Ricky Poi della Juventus Domo (tra l'altro ex compagno di squadra di Soncini): ha segnato domenica ed è quota 197 gol!

lun

23

gen

2017

Corsi online e tesseramenti: quando al mister manca qualcosa. San Mauro-Rosta, Bertarelli va in tribuna

CORSI ONLINE DA ALLENATORE: OCCHIO AGLI AGGIORNAMENTI

23 gennaio 2017 - Qualcosa si muove nel delicato mondo degli allenatori a nord ovest e di certo non da ieri. L'associazione e i suoi tesserati nell'ultimo anno si sono fatti sentire, protestando vivacemente nei confronti di chi esercita l'attività senza patentino: è al lavoro, come scritto la scorsa settimana, una nuova Commissione Tesseramenti che vigila proprio in questo senso a Torino e provincia a nome dell'Aiac.

 

Dopo settimane di telefonate e segnalazioni (dalla scuola calcio alle prime squadre) tutti hanno capito che le cose stanno per cambiare drasticamente. I procedimenti e i richiami partono a fronte di una segnalazione di un tesserato Aiac o a seguito di informazioni raccolte dalla Commissione Tesseramenti, ma adesso sempre più tecnici "non proprio in regola" non se la sentono di rischiare. Non resta che iscriversi ai corsi e passare gli esami.

 

Le novità però non sono finite. Sempre un maggior numero di direttori di gara (giustamente) non chiudono più un occhio quando un allenatore, nella fase del controllo dei documenti prima delle partite, risulta non essere in possesso di tutti i certificati emessi che attestano il tesseramento. Poi c'è anche chi decide di non schierare i propri allenatori in tribuna, e si tratta di dirigenti di società, perchè non hanno ultimato il corso di aggiornamento online.

 

La rigidità di alcune società e degli arbitri ultimamente viene apprezzata: tutti uguali, tutti a dover rispettare le regole, almeno questa è la direzione che incrocia gli intenti verso i quali procedono Aiac e arbitri. E' così che Bertarelli, tecnico del Rosta che faceva ieri visita al San Mauro in Prima girone D, si è dovuto "accomodare" in tribuna.

Il direttore sportivo biancorosso ha parlato con l'arbitro e con il tecnico che alla fine, sprovvisto del foglio di emissione tesseramenti, è andato in tribuna senza problemi: "Appena il mio mister avrà terminato il corso online potrà andare in panchina, prima no".

Qualcosa di simile era già successo in molte partite (ricordiamo Pianezza-Collegno Paradiso di Coppa, inizio stagione con due allenatori entrambi spediti in tribuna dall'arbitro per la mancanza del documento di tesseramento, o altri match di Promozione).

Ricapitolando e specificando: l'arbitro è tenuto a verificare il solo tesseramento da parte dell'allenatore nella sua società di appartenenza. Il corso di aggiornamento online da parte dello stesso allenatore va comunque portato a termine per permettere al sistema di emettere tutti i documenti relativi al tesseramento. Per quanto riguarda Bertarelli quando avrà terminato il suo corso online, per scelta del Rosta, potrà tornare in panchina, già dalla prossima partita...Un modo per far rispettare tutte le regole ai propri tesserati.

gio

19

gen

2017

Sarà un 25 gennaio "caldissimo": ecco tutti i recuperi di Eccellenza e Coppa

TANTI RECUPERI IL 25 GENNAIO

19 gennaio 2017 - Stabilite le date dei recuperi dopo il maltempo. Ma la neve e il ghiaccio potrebbero creare altri problemi. Ecco il programma:

 

ECCELLENZA A

 

Aygreville-Rivarolese, 25/01/17 ore 20,30

Juve Domo-Alpignano, 25/01/17 ore 20,30

Borgovercelli-Città di Baveno, 25/01/17 ore 20,30

La Biellese-Vda Charvensod, 25/01/17 ore 20,30

Orizzonti United-Borgomanero, 25/01/17 ore 20,30

(gara sospesa per infortunio all'arbitro al 22' della ripresa sull'1-0, da ripetere)

 

 

PROMOZIONE D

Villanova-Santostefanese, 25/01/17 ore 20,30

 

COPPA PROMOZIONE: Lucento, Chisola e Accademia già in semifinale

Union Susa-Vanchiglia, 25/01/17 ore 20,30

 

COPPA PRIMA CATEGORIA: San Mauro e Cit Turin già in semifinale

Valdruento-Pro Collegno, 25/01/17 ore 20,30

mar

17

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2017

Una Commissione Tesseramenti per contrastare gli allenatori irregolari. Zaza: "Le regole vanno rispettate"

FILARDO: "TUTELARE GLI ALLENATORI ASSOCIATI E NON SOLO"

17 gennaio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Sul tema che ha stuzzicato moltissimi lettori stamattina (tantissime mail ricevute dalla redazione, è stata in pratica istituita dal 1° gennaio una nuova Commissione Tesseramenti per combattere gli allenatori irregolari) abbiamo sentito anche Sebastiano Filardo, da poco nuovo presidente dell'Aiac Piemonte dopo esserlo stato nell'Aiac Torino.


Giusto un promemoria, un esempio su tutti: "Giocare in una società e allenare i piccoli di un'altro club dove non si è tesserati? Non si può. Si può allenare soltanto nella società nella quale si è tesserati. Lo si dà per scontato...E' un anno che lavoriamo in questa direzione. Forse a qualcuno sono sfuggite le regole e dovrà rileggersi il comunicato numero 1 pubblicato sul sito Lnd. O forse negli ultimi anni si è presa un'abitudine sbagliata pensando che tutto fosse lecito. Noi in questo anno ci siamo strutturati e mentre qualcuno borbottava e diceva che non facevamo nulla, avevamo invece già le idee chiare su molte cose e sul futuro, che ora passa dalle linee guida di Mossino, nuovo presidente della Lnd. Ora la nuova Commissione riceverà e gestirà segnalazioni a 360°, relative anche a settore giovanile e scuola Calcio. A fronte di una segnalazione il nostro primo obiettivo è quello di tutelare i nostri associati e dunque impedire che un allenatore non in regola eserciti l'attività. Poi entrerà in gioco, eventualmente dopo il primo richiamo, la Procura Federale. E lì ci sarà un percorso burocratico differente, che darà continuità al lavoro iniziale dei gruppi provinciali e regionali. Come detto dai colleghi non facciamo gli ispettori o i Carabinieri, ma facciamo rispettare le regole e ci sembra soltanto giusto. Aggiungo che non ci saranno deroghe, come magari successo in passato, di nessun tipo. Un altro nostro obiettivo è quello di avere sempre più allenatori qualificati. Rispettare le regole, abilitarsi alla professione, aggiornarsi e fare formazione diventano dunque tappe imprescindibili per diventare allenatori a tutti gli effetti e far parte, ufficialmente, di un movimento che vuole crescere a Torino, in Piemonte e in tutta Italia".

A TORINO NUOVA COMMISSIONE TESSERAMENTI

17 gennaio 2017 - Grossa novità nel calcio a nord ovest. Sì, perchè ufficialmente dal 1° gennaio 2017 l'Aiac Torino ha istituito una nuova "Commissione Tesseramenti" per le verifiche della posizione degli allenatori che esercitano in panchina o sul campo in settimana, ma che sono irregolari in quanto non patentati.

 

Il presidente è Vitantonio Zaza, che fa anche l'istrutore alla Scuola Calcio del Torino 2006.

Ci sono poi Donato Altieri, vicepresidente e consigliere, e tra gli altri consiglieri Vincenzo Di Gianni, responsabile della Commissione controllo patentini, Franco De Meo, Pino Cristiano, Alessandro Giraulo e Massimo Battistello.

Matteo Agnino, Sergio Silvestro, Camillo Gialanella, Renato Ientile, Andrea Conte, Gaetano Picone fanno invece parte della Commissione e sono tutti allenatori patentati Uefa B che danno una mano al nuovo movimento, uno dei primi gruppi in Italia ad occuparsi di allenatori "abusivi".

 

Come funziona la Commissione? A spiegarlo è proprio il presidente Vitantonio Zaza: "Innanzitutto vorrei precisare che non siamo Carabinieri o sceriffi. Siamo persone che vogliono assicurare il rispetto delle regole e che hanno a cuore la crescita di un movimento che ha bisogno di allenatori sempre più capaci, formati e aggiornati. Il gruppo riceve segnalazioni, effettua verifiche con giornali e siti internet, guarda le distinte e analizza la posizione di presunti dirigenti e massaggiatori che in realtà allenano nella provincia di Torino, anche tramite video e filmati".

E poi? "Scatta un primo richiamo verbale alla persona in questione e alla società. La differenza è che prima tutto moriva qui. Adesso non più. Se il comportamento persiste parte una segnalazione al gruppo Regionale Piemonte Valle d'Aosta, che potrà inoltrare una vera e propria denuncia alla Procura Federale di Coverciano. Lì inizierà poi la vera e propria indagine, che potrà portare dopo aver raccolto prove ed effettuato verifiche con i diretti interessati ad una squalifica dell'allenatore non provvisto di patentino. Sarà la stessa Procura a decidere l'eventuale sospensione del corso dell'allenatore che ha cercato di mettersi in regola in ritardo iscrivendosi dopo il richiamo e continuando nel frattempo ad allenare senza patentino".

Aggiunge Zaza: "Eravamo stufi dell'etichetta di quelli che fanno solo le tessere. Qui c'è un movimento che vuole salvaguardare e migliorare il percorso degli allenatori, che spendono 800 euro, oltre al tempo dedicato, per raggiungere il patentino ed essere abilitati. Tutti i mister hanno apprezzato. Abbiamo 1500 tesserati e se prima venivano a votare per il Consiglio poche decine di persone, ora sono quasi 400".

Donato Altieri, vicepresidente: "Vogliamo e dobbiamo tutelare i nostri associati. Voglio sottolineare come la prima azione della Commissione non sia quella dell'immediata denuncia, ma un richiamo. E' un tentativo morbido, ma allo stesso tempo efficace, serio e irreprensibile, per impedire subito che la regola venga aggirata".

Vincenzo Di Gianni, membro del Consiglio Aiac Torino: "Mi riallineo alle parole di Zaza. Non è una guerra verso nessuno e non c'è alcuna volontà di imporre un potere. E' ora di porre, invece, un termine ai tentativi di aggirare le regole. Oltretutto spesso è facilissimo individuare chi non ha il patentino, proprio perchè in Piemonte così come in altre regioni ci si conosce un po' tutti all'interno del movimento allenatori. Che le regole vengano rispettate è il minimo che si possa chiedere".

mer

11

gen

2017

Davide Lapadula da Sondrio: "Felice per Cantele. Tifo Saluzzo e Biellese. Gianluca? Anche al Milan ha sempre fame..."

DAVIDE LAPADULA: SGUARDO AL 2017 DA SONDRIO

Citazioni per Cantele del Borgaro, Saluzzo, Biellese e Alpignano

11 gennaio 2017 - di Michele Rizzitano

 

Primi bilanci lombardi per l'ex Saluzzo Davide Lapadula, che col Sondrio in Eccellenza insegue i playoffs. Là davanti Crema e CasateRodorego sembrano aver preso il largo a +12 e +11 sui blues, ma la griglia-spareggi è tutta da comporre. Lapadula, che in questa stagione ha cambiato un po' vita spostando famiglia e pallone in Lombardia, intanto butta un occhio ovviamente sul calcio piemontese oltre che sul Milan, che guarda da vicino seguendo il fratello Gianluca, talento e nuovo beniamino del calcio nazionale cresciuto sui campi di provincia qui in Piemonte.

 

Davide, allora come va a Sondrio? "Una bella esperienza di vita, oltre che una nuova avventura calcistica. La zona è molto bella, posso stare molto tempo con la mia famiglia e mio figlio. Calcisticamente spero di centrare assieme ai miei compagni la qualificazione ai playoffs. Siamo reduci da sette risultati utili consecutivi. Il Crema? E' una corazzata, lo sapevamo. Siamo 12 punti dietro, sono un po' tanti da recuperare ma proveremo a ridurre al minimo le distanze".

 

Cosa ci dici dell'attuale momento nell'Eccellenza piemontese? "Intanto sono molto contento per la vittoria della Coppa Eccellenza del Borgaro del mio amico Giorgio Cantele. Avevamo perso una finale insieme con la maglia del Saluzzo contro la ProSettimo a Novarello, sono felice che si sia riscattato. Per quanto riguarda il girone B ovviamente tifo Saluzzo, club dove sono stato molto bene. Proprio ieri sentivo per telefono Marco Serra. Spero che siano loro a vincere il campionato. Per il girone A credo che la partita Juventus Domo-Alpignano sia determinante soprattutto in caso di vittoria della Juve Domo. Se dovesse andare a +9 sarà difficile riprenderla. Spero comunque che La Biellese, mia ex squadra, scali diverse posizioni e arrivi in alto e che anche l'Alpignano di Gatta possa togliersi tante soddisfazioni. Cosa ne penso del girone B a 16 squadre? Strano, triste, per il passato di Novese e Acqui, e ingiusto. Non è stata data la possibilità di fare l'Eccellenza al Lucento, dispiace perchè a mio avviso Pesce e tutta la dirigenza lo meritavano".

 

Nel mercato inverale ci sono arrivate voci che ti riguardavano: è vero che il Finale Ligure e la ProSettimo ti hanno cercato? "Sì, confermo. In realtà anche il Fiorenzuola mi aveva contattato, ma proseguirò la mia avventura nel Sondrio. E poi in estate si vedrà...". Il calcio piemontese aspetta il ritorno di Davide Lapadula e chissà che non possano farsi avanti altre società di serie D.

 

Giorni fa intanto tutta Italia ha potuto assistere ad una scena molto simpatica, con Gianluca Lapadula alla Domenica Sportiva (sotto il video) applaudito dopo un'esibizione al pianoforte sulle note di Chopin.

Davide: "E' sereno e carico. Ecco perchè lo abbiamo visto così. Sono i piccoli gesti di un uomo, in fondo, a renderlo un grande uomo e questa sua semplicità è la sua forza. La gente continua ad apprezzarlo sempre più, tant'è che a San Siro sento vere e proprie ovazioni per lui. Sono molto felice per Gianluca e per la sua scelta di andare al Milan e lui continua a dimostrare fame e cattiveria senza mai fermarsi. Fa così da sempre, non è mai cambiato fin da quando giocava in D. La concorrenza? Ci sta tutto il fatto di arrivare al Milan e non essere titolare subito. Il posto va conquistato e lui sta facendo passi importanti in ogni partita, come l'ultima contro il Cagliari. Anche quando subentra lascia un segno. Gianluca è abituato a lottare, non gli è stato mai regalato nulla". E' proprio quella "garra" di cui ci parlò qualche mese fa, quando tirammo fuori dai nostri archivi foto esclusive del passato dei fratelli Lapadula al Collegno Paradiso.

 

Inseparabili i due. Davide riparte carico proprio come Gianluca Lapa-gol nel 2017: per lui ancora Sondrio e quattro/cinque mesi di calcio in Lombardia. E poi chissà...Noi intanto lo terremo d'occhio.

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