IL TETTI RIVALTA SI SALVA AL 120' (7 giugno 2009)

Il delirio finale dei ragazzi di Antonio Lucibello
Il delirio finale dei ragazzi di Antonio Lucibello

ORBASSANO – Salvarsi così non ha prezzo. Il Tetti Rivalta di Antonio Lucibello come il Manchester United di Alex Ferguson. Le dovute proporzioni non appannano la straordinaria emozione dei fatti. Nel 1999 i Red Devils misero in bacheca la coppa dalle grandi orecchie ribaltando nei tre minuti finali un risultato che vedeva ormai i tedeschi del Bayern sul tetto d’Europa. Domenica sono serviti due minuti in più alla formazione rivaltese per rimontare il Nizza sui titoli di coda del secondo tempo supplementare. Naccari come Sheringham, Giordanino come Solskjaer. Il paradiso ha l’espressione di Lucibello, l’inferno quella di Caronna e Bivona. Il verdetto è scritto: Il Tetti è salvo, il Nizza sprofonda ai playout. Dodici mesi dopo è ancora un rigore a decidere il destino del club di Rivalta. Lo scorso anno la permanenza in categoria era scoccata all’ultimo istante dei playout “grazie” alla precisione di Giglio, che nella lotteria dei rigori ad oltranza era stato più spietato del caselettese Vanacore. Quest’anno la differenza l’ha fatta un ragazzino di 39 anni, capace di conquistare (mani di Gallo) e cacciare in fondo al sacco il penalty del delirio al 120’. Neanche il “batti il rigore e fischio la fine” tuonatogli a chiare lettere dal direttore di gara ha scalfito la lucidità di Giordanino, il quale si è scrollato di dosso due ore abbondanti di caldo torrido con i brividi dell’emozione e ha piazzato il piattone più dolce della sua interminabile carriera alle spalle di Mazzarini. Ai punti avrebbe meritato di vincere il Nizza, reo però di aver sprecato una mezza dozzina di occasioni davanti a Gaeta. Il Tetti, orfano di Durante (operato al setto nasale in settimana in seguito ad uno scontro di gioco contro il Beinasco) nel secondo tempo ha dovuto rinunciare anche a Lombardi (contusione al piede destro), ma non si è mai dato per vinto. Notarbartolo e Vartolo nei minuti finali dei secondi 45 minuti hanno anche avuto le palle giuste per chiudere un match spinoso e senza esclusione di colpi (calcione a palla lontana di Casagrande ai danni di Mantello). La mancanza assoluta di mira delle bocche di fuoco di Caronna e le splendide chiusure in extremis del gladiatorio Rufrano, hanno congelato lo 0-0 fino al 5’ del secondo tempo supplementare. Ovvero quando il direttore di gara punisce con la massima punizione un parata salva-viso (ma anche salva-gol) di Naccari su Ghietti all’interno dell’area piccola. A dieci minuti dal termine il Nizza gongola: Casagrande spiazza Gaeta, 1-0. Più che il gol i giocatori vestiti di bianco festeggiano la salvezza. Lucibello è una furia. Rincuora i suoi ragazzi allargando la propria area tecnica sulla fascia laterale. Caronna e il pres Bivona accarezzano la salvezza (nonostante la squadra fosse stata costruita per vincere il campionato) e intimano ai propri giocatori di cercare il raddoppio. Al 112’ il Nizza ha sui pedi di Schifano la palla per chiudere i conti, ma l’attaccante non sfrutta il tre contro uno e spara sopra la traversa un pallone da soffiare in rete. E’ la svolta. Il Tetti si ricarica all’istante. Cortese pennella in area una punizione dalla trequarti, Naccari colpisce di testa tra le statue di sale torinesi e trova il pareggio. Corre il minuto numero 111. Quattro giri d’orologio separano le due squadre dalla snervante lotteria dei rigori. In panchina si preparano a decidere l’ordine di battuta. Poi una fiammata scuote le coronarie dei presenti. Giordanino addomestica un campanile al limite dell’aria, tenta il sobrero ai danni di Gallo che colpisce col solito braccio salva-viso all’interno dell’area. Attimi di panico. Il cronometro segna 119. L’arbitro fischia: è rigore. I giocatori del Nizza vorrebbero mangiarsi il direttore di gara, quelli del Tetti chiedono assistenza dal cielo. Giordanino posiziona la sfera sul dischetto. Mastromartino di Torino urla a gran voce: “Batti e fischio la fine, non c’è tempo per la ribattuta”. L’inferno e il paradiso sono distanti undici cortissimi metri. Il pallone peserà 50 chili, ma Giordanino se ne infischia. Piatto destro: rete! Il Tetti Rivalta festeggia l’ennesima incredibile salvezza nell’ultimo dei 2820 minuti stagionali. Già, salvarsi così non ha proprio prezzo.

 

TETTI RIVALTA-NIZZA MILLEFONTI 2-1 dts (0-0 tr)

Tetti Rivalta: Gaeta 6, Rufrano 7.5, Mantello 6.5, Giangualano 6.5, Cortese 6.5, Naccari 7, Morini 6 (21’ st Giannelli 6), Fornasiere 6.5, Giordanino 7.5, Lombardi 6.5 (1’ st Notarbartolo 6.5), Vartolo 6.5 (1’ pts Branca 6). A disp.: Esma, Fazio, Pedrazzo, Baldassarre. All.: Lucibello.

Nizza Millefonti: Mazzarini 6, Fessia 5.5 (14’ st Roncon 5.5), Magnelli 5.5, Donna 6 (1’ pts Ghietti 6), Gallo 5.5, Caronna 6, Casagrande 6, Montone 5.5, Trapani 6 (16’ st Barbera 5), Balestra 5.5, Schifano 5.5. A disp.: De Iacono, Pezzoli, Mangiafave, Panichi. All.: Caronna.

Arbitro: Mastromartino di Torino 6.5.

Reti: 5’ sts rig. Casagrande, 11’ sts Naccari, 15’ sts rig. Giordanino.

Espulso: 14’ sts Gallo.

Ammoniti: Casagrande e Montone.

Note: campo gibboso. Spettatori 150 circa.

SET UP: la Coppa Italia C5 2008 è tua

SET UP-CRD TORINO   4-3(2-0) (6-4 dts) (Andata 3-4)

Set Up: Ferraiuolo, Catanzaro, Capogna, Marco Orlandin, Pipoli, Cuna, Sfarra, De Cesare, Poma, Garruba, Tedesco, Castellini. All.: Lepore.

Crd Torino: Murè, Lahreche, El Biti, Pignocco, Biella, Giacobbe, Callea, Celestino, Di Crescenzo, Vinci, Scoero, Dell’Aquila. All.: Barbera.

Arbitri: Aricò e Adilardi.

Reti: 23’, 5’ sts Sfarra, 30’, 20’ st, 4’ pts De Cesare, 4’ st Capogna (S), 6’ st El Biti, 29’ st, 31’ st, 1’ pts Biella (C).

Ammoniti: Lahreche (C) e Capogna (S).

Note: 150 spettatori circa. Falli 5-5 pt, 6-5 st, 8-6 sts.

 

LA PRIMA volta per una formazione di serie C2. Il Set Up scrive la storia e lo fa abbattendo l’ultimo tabù. La Coppa Italia viene alzata al cielo di Volpiano da capitan Catanzaro e compagni. Che una compagine di serie C2 arrivasse in finale era già successo nel 2006, con il Crc 3Gat Giaveno, poi sconfitto dallo Sporting Rosta.

Non che la vincesse, ma questa è successo. Il Crd Torino, neopromosso in serie C1, è andato sotto, è ritornato in gioco, ha avuto tra le mani la coppa e poi ha sciupato tutto.

Ha vinto la classe, l’esperienza e l’abitudine ad una certa tensione che i giocatori del Set Up possiedono per storia ed esperienza. E’ perfetto il primo tempo dei ragazzi di Lepore. Bisogna raddrizzare il 4-3 subito in gara uno. Capogna centra la traversa al 1’ e fa capire che aria tirerà dalle parti di Murè. Nei primi cinque minuti è un mezzo assedio. Pipoli inventa per Cuna che spreca. Poi entra l’ultimo acquisto De Cesare, ma è l’uomo della provvidenza Sfarra a sbloccare l’incontro (1-0). Crd alle corde, e padroni di casa che sognano allo scadere del tempo con bomber De Cesare per il 2-0 che annulla lo svantaggio della gara d’andata.

La situazione psicologica nella ripresa è ribaltata. La formazione di Barbera deve fare la partita. Al 4’ il gol che sembra blindare il discorso: Lahreche respinge sulla linea la conclusione di Pipoli, ma arriva Capogna che indirizza e trova il sette della porta e il 3-0. Ora il Crd Torino deve gettarsi all’arrembaggio. Due minuti dopo El Biti trova il gol della speranza girandosi in un fazzoletto (3-1). I falli sono tanti e al 20’ De Cesare va al tiro libero: palla del 4-1 nel sacco.

Ci vuole un miracolo per Pignocco e compagni. Ed è quello che avviene. Ora sono gli ospiti i padroni del campo. Stoici i due capitani e uomini simbolo delle due squadre: Lahreche con un ginocchio dolorante e Capogna con i crampi. Uno spettacolo vederli giocare e farsi sentire sulle caviglie degli avversari: entrambi ammoniti. Sono i guerrieri di cui ha bisogno questa partita. Il Crd inizia a scrivere la sua favola con gli ultimi due minuti folli di una gara che si riapre e va ai supplementari con due magie dello strepitoso Biella: stecca dal limite e puntata sotto la traversa su servizio di Callea. Siamo 4-3, proprio come all’andata.

Gli extra time fanno sudare freddo un Set Up che non ha più benzina, ma non vuole mollare. Il Crd vola sulle ali dell’entusiasmo e grazie ad un freschezza maggiore rispetto agli avversari. Al 1’ del primo tempo supplementare Lahreche imbuca e Biella gela Volpiano col 4-4 che consegnerebbe la coppa a Giacobbe e soci. Ogni fallo è un tiro libero: ma Celestino si deve inchinare alla parata di Ferraiuolo. Al 4’ De Cesare approfitta di un rimpallo e riaccende l’ardore di Catanzaro e compagni con il 5-4. Ma per vincere non basta ancora.

Secondo tempo. Ai gialloblù di casa serve un gol. Il Crd punge, ma non è letale e commette l’errore che costerà il trofeo: in tre contro il portiere cincischia e la palla termina alta. Poi su una ripartenza El Biti ha la palla da consegnare a Biella per il più semplice dei gol, ma la sfera resta lì, strozzata sotto la suola. Capogna recupera, De Cesare da realizzatore si trasforma in suggeritore e Sfarra sbuca dal nulla per il 6-4 più clamoroso e avvincente mai visto in una finale di coppa.

Barbera dopo aver accarezzato la coppa, commenta la cocente delusione: “Preferivo perdere 4-1. Così fa davvero male. Potevamo fare l’impresa contro una squadra impressionante. Siamo anemici sotto porta e certe azioni le devi concretizzare perché poi le paghi care. Anche i sette punti in campionato sono menzogneri, è come se avessimo la rogna addosso”.

Dopo aver vinto la serie D, ecco il primo grande successo per il tecnico Lepore: “I ragazzi hanno voluto fortemente questo trofeo. All’inizio è andato tutto bene, poi potevano vincere anche loro. Ho tanti grandi giocatori, ma anche tanti infortuni e per questo ringrazio la panchina perché si è fatta trovare pronta”.

Cumiana, festa-Promozione (maggio 2008)

CUMIANA-PIANEZZA 1-0 (0-0)

Cumiana: Lucchino 7, Sabatino 8, Berta 7, Zadro 7, D’Aurora 7, Paolo Scanavino 8, Coccolo 7, Davide Dana 8, Militello 7.5 (38’ st Bafunno sv), Basano 7 (31’ st Angelino 7), Repele 7. A disposizione: Osta, Ramasotto, Enrico Scanavino, Capone, Poletto. All.: Marco Ghio.

Pianezza: Piras 7.5, Bovolenta 6.5, Visani 6 (13’ st Scalenghe 6), Brozzu 6, Menardo 6, Chiapino 6.5, Digiandomenico 6 (25’ st Fabio Antelmi 6), Valastro 6, Silvi 6, Mautone 6.5, Gallonetto 6 (9’ st D’Ortensi 6). A disposizione: Tuberga, Miloni. All.: Claudio Berto.

Arbitro: Miliardi di Torino 7.

Rete: 27’ st Paolo Scanavino.

Note: nessun ammonito. Spettatori 250 circa. Falli: 17-16. Tiri in porta: 8-2. Tiri fuori:  7-4. Corner: 9-2. Recupero: pt 1, st 2.

 

CUMIANA – Festa e delirio, vittoria e scudetto: Cumiana, è Promozione. Non poteva che finire così. Nella tombola della Prima Categoria, mai così equilibrata, vince chi ha i numeri giusti: il 4, come le sconfitte incassate in 30 partite (nessun’altro ha avuto così pochi colpi a vuoto), il 49, come i gol messi a segno (nessuno ha fatto di meglio), il 26, come le reti subite (il Cumiana ha chiuso con la miglior difesa), il 16, come le vittorie conquistate (altro record) e il 58, come i punti-Promozione.

I numeri dicono solo questo: è giusto così. Vince il collettivo, vince una difesa d’acciaio, vince il talento. Il Cumiana non sale in Promozione con il monologo di un singolo, ma con il canto di un coro che suona la stessa musica. Questa squadra non ha un bomber di razza (nessuno ha segnato più di 10 gol) ma i giocatori giusti al posto giusto: Basano, l’uomo-sponda, ha giocato un’intera stagione al servizio dei compagni (quante botte avrà preso?); Angelino, il genio, ha distribuito fantasia al chilo in mezzo al folle mercato della trequarti; Militello, l’asso piglia-tutto, ha girato il film Promozione sempre da protagonista. Poi c’è lo zoccolo duro: Lucchino, il custode dei pali (un interessante ’88), Sabatino, il migliore in campo contro il Pianezza, i difensori Berta, D’Aurora e Paolo Scanavino (osannati dal foltissimo pubblico), i centrocampisti Zadro e Davide Dana, che hanno garantito gol e verticalizzazioni, il vivace Bafunno, il graffiante Repele (un ’90) e infine Luca Dana, Poletto, Audisio, Ramasotto, Enrico Scanavino, Capone, Osta, Castagno, Rosaclot e Boscolo. Gli eroi da copertina, oggi, sono loro. Chapeau.

Ad inizio 2006 la società si era imposta un obiettivo, ovvero la Promozione in tre anni. Primo tentativo: terzo posto nel 2006-2007. Secondo tentativo: scudetto nel 2007-2008 e missione compiuta. Questa sì che è applicazione. A questo punto Marco Ghio diventa “il ragioniere”: esperto in problemi di economia di classifica, diplomato in “amministrazione dei punti”, è sia guida tecnica, sia commercialista del Cumiana. Aveva una scadenza e l’ha rispettata. I suoi ragazzi, poi, hanno compilato al momento giusto la dichiarazione dei redditi: a due giornate dalla fine hanno presentato il conto al Sanremo 72, sorpassandolo fino alla bandiera a scacchi. Fino al tripudio.

Sulla strada del successo l’ultimo ostacolo si chiamava Pianezza, un osso duro. Al club rossoblù, al tecnico Claudio Berto e al presidente Gianni Corrarati vanno i più sinceri complimenti: il Pianezza ha chiuso con cinque punti in più rispetto allo scorso anno e ha saputo gestire un cocktail vincente di giocatori esperti (due nomi: Piras e Bovolenta) e giovani promesse (Silvi, Gallonetto, Ferro e D’Ortensi). L’elogio è per tutti i ragazzi di Berto: Visani, Scalenghe, Brozzu, Menardo, Chiapino, Digiandomenico, Mautone, Valastro e i due Antelmi. Con la salvezza già in tasca hanno onorato gli ultimi due impegni, riuscendo a togliere i play-off al Borgo San Remo e ad impensierire il Cumiana.

Un flash sulla cronaca dice tutto: 16 situazioni offensive del Cumiana contro 4 del Pianezza. I locali (a cui bastava un pareggio per festeggiare) hanno cercato la vittoria dall’inizio alla fine e l’hanno ottenuta con merito. L’elenco di palle-gol è interminabile: Basano (incursione in area al 2’), Davide Dana (colpo di testa alto al 4’ e palo all’8), Coccolo (esterno della rete al 13’), Paolo Scanavino (incornata centrale al 28’), Repele (destro a lato al 36’) e ancora Davide Dana (tiro in corsa al 42’) cercano il gol con una carica emotiva da clonare. E’ un monologo. Il Pianezza mette i brividi (e anche tanti) quando al 25’ Gallonetto scappa da solo in direzione porta: Lucchino, in uscita, interrompe l’incubo.

Gli ospiti graffiano ancora ad inizio ripresa: Gallonetto, in scivolata, buca il clamoroso vantaggio (2’) e un minuto dopo Mautone dribbla tutti e spara fuori con il destro davanti alla porta. Qui il Cumiana rischia tantissimo. Poi la gara si fa tutta in discesa: Davide Dana, scatenato, sfiora l’1-0 di testa (in tribuna c’è l’illusione del gol), Basano stecca il tap-in (13’) e dopo un salvataggio sulla linea di Chiapino (25’) arriva il gol che vale la Promozione. In quella punizione-bomba di Paolo Scanavino, in gol al 27’, c’è un messaggio per tutti: “adesso vogliamo fare baldoria”.

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